Sicurezza
Poste, rinviato il piano dei tagli
L'azienda sospende ufficialmente la riorganizzazione che in Maremma prevede chiusure o riduzioni di orraio per 16 uffici
GROSSETO. In provincia di Grosseto la mannaia riguardava 16 uffici postali. Chiusure a Pereta, Santa Caterina, Selva, Montorgiali, Ravi, Torniella, Borgo Carige, Buriano, Monticello Amiata e Talamone. Orario ridotto a Montiano, Montieri, Roccalbegna, Vallerona, Valpiana e Punta Ala. Ora il piano è sospeso.
Un rinvio ufficiale del piano dei tagli agli uffici postali che concede più tempo ai Comuni toscani e maremmani per formulare le controproposte, organizzarsi e riflettere sul da farsi.
La notizia è arrivata nel pomeriggio del 18 marzo da Anci e rilanciata a tamburo battente e con giusto orgoglio da chi, come il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori, in queste settimane ne ha fatta una battaglia.
È stata una vittoria dei sindaci. Non definitiva - certo - ma una vittoria di chi si è stretto con la popolazione condividendo lo spirito di una ribellione a una decisione sofferta e calata dall’alto.
«È un successo per Anci la decisione di oggi (ieri, ndr) di Poste italiane che sospende ufficialmente il tanto contestato piano di razionalizzazione degli uffici postali. E dunque è scongiurata la scadenza del 13 aprile prossimo, quando solo in Toscana era prevista la chiusura di 64 sedi e il ridimensionamento di 37». Sono parole della presidente di Anci Toscana Sara Biagiotti, che in una nota spiega come, «grazie all’impegno di tutti, alla fine sia prevalso l’interesse delle comunità e dei territori».
In Maremma vari comuni si sono fatti sentire, con manifestazioni e presìdi da parte dei cittadini, a fianco dei quali sono scese intere amministrazioni pronte a dare battaglia anche in sede legale di fronte al Tar. A Borgo Carige due giorni fa è scoppiata la protesta di un nutrito numero di abitanti. Cittadini di ogni fascia d’età, anziani e bambini hanno portato in piazza slogan e striscioni colorati per dire no alla chiusura del piccolo ufficio postale di borgo Carige, spazio vitale per l’intera comunità locale. Il 13 marzo hanno protestato i cittadini di Ravi, nel comune di Gavorrano, anch’esso nel novero degli uffici da “razionalizzare” con la chiusura della filiale. Il Comune di Orbetello, come quello di Capalbio, ha imboccato la strada della giustizia amministrativa contro la soppressione dell’ufficio di Talamone, dove i cittadini hanno addirittura avanzato la proposta di “boicottare” i conti correnti di Poste. Una sequela di proteste sposate dai sindaci, che sono riusciti a ottenere un rinvio della decisione.
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