Il Tirreno

Grosseto

«Cosa ho provato? Dolore e paura»

Il racconto della vittima con il braccio fasciato: «Sono ancora stordito. E di recente ho subìto anche un furto a casa»

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GROSSETO. È stata una rapina lampo quella di ieri mattina all’azienda Eismann. «Se ci penso credo che non sia durata nemmeno un minuto: forse solo 30 secondi», racconta scioccato Alessandro Dianzani, la vittima del colpo di ieri all’azienda Eismann, mostrando la ferita al braccio destro.

Sono stati un tempo velocissimo e lungo allo stesso tempo, quei 30 secondi, Lui, alle 7,15, non fa neppure in tempo ad accorgersene che si ritrova l’arto ferito e la borsa strappata via.

«Stavo arrivando al furgone - dice lui - Dovevo caricare qualche prodotto e fare il mio giro a domicilio. Ancora prima di andare in giro per le case avrei versato l’incasso del giorno prima». Erano 1074 euro, soldi che «come sempre vengono versati la mattina successiva e non la sera stessa del giorno di lavoro, perché le poste la sera sono chiuse...».

E dunque? Dunque è probabile - racconta Dianzani - che i rapinatori conoscessero le sue mosse, che l’avessero pedinato e spiato, che come spesso succede si fossero annotati alla perfezione e al millesimo ogni singolo spostamento. Suo e degli altri dipendenti.

Aperto il furgone e appoggiato il marsupio sul sedile «mi sono levato il giacchetto», racconta Alessandro, che in quel momento si è sentito «prendere da dietro. Uno di qua e uno di là. Dacci i soldi, mi hanno detto. Dacci il marsupio con i soldi. Parlavano in italiano con un accento che non era italiano. Io ho tentato di reagire, volevo dargli addosso il marsupio. Peccato che proprio oggi (ieri, ndr) non c’erano spiccioli, dunque la borsa non era pesante. C’erano solo soldi in banconote e non avrebbero fatto male». Insomma, lui ha tentato la reazione ma «non ho fatto in tempo a girarmi che loro mi hanno tagliato. Sono stati 3 secondi, al braccio destro. Non un taglio profondo».

I volti dei due - racconta il dipendente della ditta - «non erano coperti» e lui ha pure avuto modo di vederli anche se per pochi secondi. «Credo che abbiano avuto sui 30-35 anni».

Il resto è storia nota: i rapinatori si sono dileguati. Lui è andato all’ospedale. Sono arrivati i carabinieri.

Resta il terrore. «La paura è stata tanta - conclude Dianzani - anche se a scoppio ritardato perché quando sei lì non hio avuto nemmeno troppo modo di accorgermene, da quanto è stata fulminea».

Già a novembre scorso lui aveva subito un altro furto. Stavolta a casa sua in via Emilia. I ladri gli svaligiarono l’abitazione e portarono via i gioielli di famiglia. Il bottino fu di circa 10.000 euro. E anche all’epoca restò una buona dose di amarezza. Ma stavolta no. Stavolta è stato tutto diverso.

Elisabetta Giorgi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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