Il dolore
«Sui rifiuti parole preoccupanti»
Val di Farma boccia le dichiarazioni dell’assessore Tei: «Il pap conviene, è dimostrato»
GROSSETO. «Preoccupanti e false». Così il Comitato Val di Farma, che raccoglie un nutrito gruppo di roccastradini, definisce le dichiarazioni rilasciate al Tirreno da Giancarlo Tei, ex assessore all’ambiente Comune di Grosseto, in un’intervista sulla gestione della raccolta differenziata, e del porta a porta in particolare, a Grosseto.
Tei ha spiegato che il materiale pulito, proveniente dal porta a porta, non viene rivenduto a parte, a prezzo più vantaggioso, ma viene mischiato con il materiale proveniente dai cassonetti della differenziata, che è più sporco e dunque viene pagato meno. Il motivo? secondo Tei al momento attivare due canali di vendita costa troppo rispetto ai ricavi attesi, poiché le quantità del porta a porta sono ancora molto ridotte. L’ex assessore, che continua a gestire i rifiuti su delega del sindaco, ha anche parlato delle difficoltà di ampliare il porta a porta per la presenza, in provincia, di un impianto, le Strillaie, nato per trattare l’indifferenziata; ha insistito sul fatto che il pap costerebbe troppo ma, ha detto, è un percorso obbligato perché previsto dalla legge. «Una serie di inaccettabili affermazioni dichiarate candidamente», le bolla il comitato.
«Riteniamo queste dichiarazioni molto preoccupanti e false: da una parte – dice il comitato Val di Farma – vanificano gli sforzi dei cittadini impegnati nel pap che si sentono presi in giro, e dall’altra scoraggiano tutti i comuni e gli amministratori che vorrebbero intraprendere il percorso virtuoso e plurisperimentato della raccolta porta a porta».
Proprio su questo argomento sabato ha avuto luogo a Roccastrada un’iniziativa promossa dal comitato, che ha visto partecipare molti cittadini e gli assessori roccastradini Emiliano Rabazzi (ambiente) e Sara Pericci (bilancio). È stato il primo di una serie di appuntamenti che il comitato organizza per sensibilizzare e promuovere una gestione corretta e premiante dei rifiuti.
«Giuliana Gentili, Ubaldo Giardelli e Roberto Barocci – spiega il comitato – hanno presentato i dati ufficiali, quelli reperibili, e hanno illustrato le potenzialità occupazionali del pap e messo in evidenza le criticità della situazione grossetana (ripetuti errori di programmazione e eccessivo dimensionamento degli impianti, mancanza di una valutazione comparativa tra diverse modalità di raccolta e secretazione illegittima dei dati della contabilità del servizio, mancanza di investimenti per la differenziata). Le relazioni hanno dimostrato che la raccolta pap non solo risponde all’imperativo etico indicato dalle norme ma è conveniente dal punto di vista occupazionale ed economico». Nel corso dell’incontro Rabazzi ha dichiarato la volontà del suo Comune di realizzare il pap. «Abbiamo accolto con piacere questa inversione di tendenza – dice il comitato – ma siamo consapevoli che il percorso non sarà semplice perché la gestione accentrata dei rifiuti in Toscana attraverso l’Ato sud toglie parola e potere ai singoli piccoli comuni».
Durante l’incontro è stata infine rilanciata la richiesta di istituire un osservatorio ambientale sui rifiuti dove chi amministra e chi vive il territorio possa confrontarsi e lavorare su questo obiettivo. «Le scelte sbagliate fatte in passato con il Piano provinciale dei rifiuti non possono penalizzare l’oggi e il futuro: vanno rinegoziate», conclude il comitato Val di Farma.
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