Il Tirreno

Grosseto

FURTI

Scoperto il supermarket della refurtiva, tre denunce

Elisabetta Giorgi
Parte della refurtiva rubata recuprata dai carabinieri di Capalbio
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Parte della refurtiva rubata recuprata dai carabinieri di Capalbio

I carabinieri di Capalbio trovano una vera e propria casa-magazzino, con centinaia di pezzi rubati nelle seconde case della costa

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CAPALBIO. Nella loro casa è affiorata una montagna di oggetti sicuramente provento di furti, nascosti nelle valigie sotto il letto o negli scattoloni nel sottoscala. Decespugliatori, trapani, computer, ma soprattutto piatti e bicchieri, interi serviti di posate. Una valanga di refurtiva composta da centinaia e centinaia di pezzi già pronti per essere smerciati in qualche mercatino o su internet, e che fa pensare come proprio la loro casa fosse diventata un vero e proprio magazzino/mercato di casalinghi rubati destinati alla vendita clandestina.

Sono scattate tre denunce da parte dei carabinieri per ricettazione. A finire nei guai sono tre cittadini di origine rumena, di 34, 29 e 20 anni: due ragazzi e una ragazza (tra loro una coppia di conviventi) fortemente sospettati di essere gli autori di almeno 35 furti lungo la costa maremmana, nelle seconde case disabitate sparse tra Capalbio, Orbetello, Marina di Grosseto e Castiglione della Pescaia. Di fatto la loro abitazione era diventata una vera e propria casa-magazzino, un locale di stoccaggio della merce trafugata negli alloggi lasciati vuoti dai maremmani nei mesi non estivi. Le seconde case, appunto.

L’indagine è stata messo a segno dai carabinieri del Nucleo operativo Radiomobile di Capalbio dipendente dalla Compagnia dei carabinieri di Orbetello, e scaturisce nell’ambito dei controlli sui reati contro il patrimonio.

Tutto è partito da una perquisizione a Capalbio nella casa dei tre cittadini rumeni  a seguito del furto di un cellulare, sulle cui tracce si sono messi i militari. Il gruppo dei tre era già fortemente sospettato di essere autore di una lunga sequenza di furti nelle case della costa maremmana.

Una volta in casa i militari non hanno trovato il cellulare ma in compenso hanno scoperto un vero e proprio supermarket di oggetti, quasi certamente riconducibili a decine e decine di colpi nelle abitazioni, nei magazzini, nei rimessaggi agricoli della costa maremmana. In particolare attrezzi agricoli, decespugliatori, motoseghe, altro materiale elettrico, utensili di tutti i tipi, ma anche computer e soprattutto oggetti da cucina, piatti, bicchieri, e interi servizi di posate che risultano ancora inscatolati.

La maggior parte di questi oggetti è stata già consegnata dai carabinieri ai legittimi proprietari che avevano sporto denuncia i mesi scorsi per furto: si tratta di tre capalbiesi, vittime di tre differenti furti nelle loro seconde case.Ma sempre i carabinieri sono al lavoro per identificare altre vittime e cercare i proprietari di altri furti ai quali possa essere ricondotto il resto della refurtiva. In questo caso pc, videoregistratori, un altro decespugliatore, trapani . Una macchinetta per il caffè e moltissimo altro.

I tre rumeni sono stati denunciati per ricettazione relativamente ai tre furti specifici di cui è stato possibile accertare la filiera. Tutti e tre vivono a Capalbio, due di loro sono una coppia di fidanzati. I furti sarebbero stati tutti commessi tra gennaio e febbraio. In tutto almeno 35 colpi di cui i tre denunciati sono fortemente sospettati di essere gli autori, abituati ad agire nelle seconde case disabitate diventate un vero e proprio bancomat invernale per malviventi.

 

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