Il Tirreno

Grosseto

Riciclaggio di parti d’auto Due arresti in un’officina

di Francesca Gori
Riciclaggio di parti d’auto Due arresti in un’officina

Lo sfasciacarrozze è stato messo sotto sequestro dalla polizia stradale Le auto rubate arrivavano dalla Lombardia: denunciato anche un follonichese

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GAVORRANO. Un’auto rubata, arrivata alla Merlina di Gavorrano e poi letteralmente “cannibalizzata”. Ovvero, smontata pezzo per pezzo. Per questo gli uomini della polizia stradale hanno arrestato due uomini, un crotonese di 44 anni, Salvatore Diaco e un milanese di 49 anni, Stefano Ludovico, che gestivano con i figli un’autodemolizione a Gavorrano.

Gli uomini della polizia stradale stavano infatti svolgendo alcuni controlli nelle attività della zona e all’autodemolizione, oltre a vari illeciti amministrativi, si sono imbattuti anche in quei ricambi, nuovissimi, che erano stati stoccati nell’officina. Parti di un’auto che era stata rubata appunto, qualche giorno prima a Milano. Per questo gli agenti della polizia stradale di Massa Marittima hanno deciso di non mollare la presa e hanno cominciato a pedinare i due uomini, ascoltando anche alcuni testimoni che nel corso dei mesi avevano lavorato all’interno dell’officina. Le indagini hanno permesso agli uomini della Polstrada di trovare i due uomini con le mani nel sacco: con loro c’era anche un follonichese che stava smontando insieme a loro una Lancia Musa, anche questa rubata pochi giorni prima a Milano.

Ludovico e Diaco sono stati arrestati per riciclaggio. Avevano già collezionato diversi precedenti penali. Il follonichese invece è stato denunciato a piede libero. L’officina è stata messa sotto sequestro, insieme ad altre parti di auto delle quali ora deve essere stabilita la provenienza.

Sono due le auto finite nell’impianto di demolizione F&M di Gavorrano e letteralmente cannibalizzate dai due uomini insieme a un follonichese che è stato denunciato a piede libero: una Lancia Musa e una Fiat 600 che erano state rubate entrambe a Milano. Quando la stradale ha fatto irruzione nel centro di demolizioni ha trovato i tre uomini che avevano già tolto le portiere, il cofano motore, parte della strumentazione, la batteria e alcuni cablaggi. Auto che provenivano tutte dalla Lombardia, regione nella quale i due uomini avevano probabilmente buoni contatti.

Ludovico e Diaco sono stati portati al carcere di Grosseto. Stefano Ludovico, difeso dall’avvocato Francesca Carnicelli, è tornato a casa. Il tribunale del riesame di firenze infatti ha accolto l’istanza presentata dal legale. Restando nella sua abitazione infatti, Ludovico non potrà reiterare il reato di riciclaggio, così come invece era stato indicato nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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