La manifestazione
Faenzi: «Non mi vogliono in consiglio»
La deputata di Forza Italia contesta le date di convocazione, accusa il sindaco e scrive a Renzi
SCARLINO. Lo ha detto e lo ha fatto. «Ho scritto al presidente Matteo Renzi» dice Monica Faenzi, deputata di Forza Italia e capogruppo d’opposizione a Scarlino per la lista il Coraggio di cambiare. Un doppio ruolo che sta alla base di questa polemica. «Ho scritto al premier perché non accetto quest’ultima umiliazione». Umiliazione, dice, riferendosi all’ennesimo rifiuto del sindaco Marcello Stella di convocare il consiglio comunale in giorni diversi rispetto a quelli in cui si svolgono i lavori parlamentari.
«Da subito dopo le elezioni ho chiesto se i consigli potevano essere convocati o il lunedì o nel fine settimana, ma dall’inizio della legislatura soltanto uno si è svolto di venerdì» spiega Faenzi. La convocazione per la prossima seduta è arrivata nei giorni scorsi, fissando l’appuntamento per martedì 17. «Io sarò a Roma per discutere dell’Imu sull’agricoltura, dato che ho presentato degli emendamenti» continua la deputata, spiegando di aver provato a chiedere al sindaco di spostare la seduta, sentendosi rispondere picche. Da qui le proteste dell’opposizione, che oggi diserterà il consiglio comunale.
«So già cosa mi risponderà Stella: di scegliere tra i due ruoli» prevede Faenzi. «Ma io non devo scegliere: sono ruoli che mi hanno affidato i cittadini con i loro voti». Una premessa accompagnata da due postille: la prima è che «sono cent’anni che i lavori parlamentari si svolgono dal martedì al giovedì, proprio per consentire ai parlamentari di impegnarsi sui territori negli altri giorni»; la seconda, invece, riguarda il fatto che «fino alla scorsa legislatura i consigli venivano convocati sempre il venerdì». Ergo, conclude Faenzi, «Stella non mi vuole in consiglio».
Stando al racconto della deputata circa la telefonata avuta con il sindaco, «non è stato possibile rinviarlo questa volta perché alcuni consiglieri di maggioranza hanno impegni di lavoro»; e a questo proposito la capogruppo rilancia: «perché? Noi no?». Ma non solo: «ha detto anche che io faccio un’opposizione troppo dura, per nulla collaborativa». Beghe a parte, c’è da dire che nelle ultime sedute Faenzi non è mai riuscita ad essere presente. Neanche alla consulta dell’Ambiente, convocata dopo la chiusura dell’inceneritore, perché in quei giorni si svolgevano le elezioni del presidente della Repubblica.
Ecco allora la lettera a Renzi. «Sono costretta a scriverle» apre la deputata. «Non voglio sottrarmi alle mie responsabilità» continua, riferendosi a quelle elettorali. Faenzi comunque può contare sull’appoggio dei suoi. Stamani alle 9 si apre il primo consiglio del 2015 ma nessuno della lista il Coraggio di cambiare si siederà al suo posto.
Alfredo Faetti
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