Gioco
L’azienda sotto accusa: verifiche sia sul fornitore che sui nostri dipendenti
GROSSETO. Fabrizio Bucci, direttore della Camst di Grosseto e Siena, spiega di aver attivato controlli ad ampio raggio per capire come sia potuta partire - dalla sua azienda - una partita di cibo scaduta destinata ai bimbi delle elementari.
«Noi abbiamo ricevuto la segnalazione del problema in data 9 marzo su un fatto successo il 4 - dice lui - Ci hanno segnalato che c’erano alcune schiacciatine che avevano una scadenza pregressa e noi ovviamente abbiamo avviato tutte le dovute verifiche...». Cosa è emerso? «Le schiaccine confezionate in monoporzione sono state ricevute dalla Camst il 3 marzo 2015 - prosegue Bucci - Erano circa 20 cartoni ordinati e arrivati con bolla di accompagnamento il giorno prima che fossero stati erogati agli alunni durante la gita». In altre parole: il 3 marzo il cibo è arrivato già scaduto dal fornitore alla Camst.
Ma poi il 4 marzo la Camst lo ha distribuito a scuola. «Al nostro controllo - ammette Bucci - non erano state rilevate difformità. Dunque anche su questo stiamo facendo le dovute verifiche». In buona sostanza c’è da capire se sia vero che chi ha spedito il cibo l’ha spedito scaduto e se è vero che l’addetto che se ha controllato la data di scadenza non abbia notato l’anomalia. «Si presuppone che ci siano due problematiche - conferma Bucci - una del fornitore e una eventuale del nostro dipendente preposto al controllo. Gli accertamenti sono su questo doppio fronte».
In tutti i locali di ristorazione è previsto che ci sia «un piano di autocontrollo che verifichi l’arrivo delle merci e altri punti critici della catena alimentare - chiarisce ancora il direttore della Camst - Anche noi ovviamente applichiamo questa procedura qua. La procedura consiste nella verifica per ogni scarico merci della bolla di accompagnamento del prodotto con le qualità e il lotto». È qui - o perlomeno anche qui, al momento della verifica - che l’anello della catena può essere saltato. Ma c’è da capire anche, come spiega la Stellini, perché sulla bolla di accompagnamento figuri una scadenza del prodotto diversa da quella reale: il 25 settembre 2015 invece che il 6 gennaio 2015 com’era riportato nelle confezioni. Tutto è ancora da chiarire. Certo è - chiarisce Bucci - che «non abbiamo mai avuto casi simili e segnalazioni di genere». Nei confronti del fornitore, la ditta Camst sta pensando di rivalersi.
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