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Balneari, tra leggi inadeguate e incertezza

Balneari, tra leggi inadeguate e incertezza

A Castiglione della Pescaia il convegno sulle direttive europee e le ripercussioni sul settore

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Inadeguatezza delle leggi che regolano l’intero comparto e incertezza per nuovi investimenti che attanaglia in questo momento gli imprenditori degli stabilimenti balneari. Questi i due dati emersi con evidenza dal convegno organizzato sabato dal Lions club Salebrum con il patrocinio del Comune di Castiglione della Pescaia sul demanio turistico.

La sala dell’auditorium delle scuole medie Orsini era piena, fra politici e addetti ai lavori, e gli oratori hanno cercato di analizzare i punti critici delle direttive europee che dal 2020, salvo ulteriori proroghe, potrebbero sconvolgere decenni di attività economica, che specialmente per un territorio come la Maremma rappresenta la prima fonte di reddito per decine di famiglie.

Dopo il saluto del presidente del Lions Armando Natale, il sindaco Giancarlo Farnetani ha aperto il dibattito: «Se guardiamo per esempio ai problemi di erosione che le coste stanno subendo, per le amministrazioni sarà impossibile ripristinare le spiagge nei prossimi anni, mentre parte dei ricavi delle concessioni demaniali potrebbero essere già investiti in questo problema. Per quanto riguarda invece quello che succederà se verranno ridiscusse le concessioni i rischi sono di vedere centinaia di contenziosi, che potrebbero bloccare il turismo». Secondo il sindaco, «con queste incertezze crescenti, nessun imprenditore oggi investe nelle proprie strutture».

Particolarmente esaustivo l’intervento di Gabriele Lami, responsabile procedure demaniali e dell’autorità portuale regionale: «Di fatto stiamo assistendo a una crisi del sistema – ha detto –. C’è un’inadeguatezza degli strumenti di gestione, basti pensare alla legge 49 del codice marittimo che risale al 1949. E poi le varie conversioni dei canoni sono servite per far fare cassa allo Stato. Emblematici i tanti casi che si registrano nei tribunali, con sentenze che non sono univoche e complicano ancor più il dibattito».

Lami ha sottolineato come il diritto d’insistenza, su cui si basa di fatto il rinnovo delle concessioni, non vada d’accordo con la legge comunitaria. «Nel corso degli anni – ha spiegato – ci sono stati comunque dei passi vanti: con la legge del 2001 i bagni sono stati classificati come impresa, equiparando i balneari a veri imprenditori e come tali dunque tutelati».

Lami ha anche suggerito soluzioni: nuove discipline adeguate, revisione e riscossione dei canoni, instaurazione di Stl, il sistema turistico locale.

Sono intervenuti anche Piero Bellandi dei Sib, Tullio Arcangeli, comandante della guardia costiera di Porto Santo Stefano, Cristiano Tomei della Cna balneari, Fabrizio Lotti Fiba di Confesercenti.

Enrico Giovannelli

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