Sicurezza
La politica e le scelte che pesano sulle famiglie
Il problema sta nell'aver costruito impianti per trattare rifiuti indifferenziati. I cittadini stanno facendo la loro parte: lo stesso cambio di passo ora spetta alla politica
L’alternativa è semplice: quel che non serve più possiamo prenderlo e distruggerlo, pagando perché qualcuno si prenda la briga di incenerirlo; oppure possiamo guardarlo come oggetto in grado di sopravvivere al nostro utilizzo privato e magari diventare una risorsa, per noi che ce ne siamo disfatti e per la collettività intera.
La raccolta differenziata è anche una questione culturale: prendere coscienza che il mondo non finisce al confine dei nostri bisogni e di quel che serve per soddisfarli. Ma non solo una questione culturale.
Tralasciando gli ovvi benefici sull’ambiente, per le tasche delle famiglie (questione economica) l’esperienza quotidiana di molti comuni ha ormai dimostrato che fare la differenziata spinta abbassa la bolletta. Chiedetelo agli empolesi. Invece a Grosseto, nonostante i numeri della “raccolta virtuosa” siano timidamente in crescita la bolletta è aumentata.
E qui la questione diventa politica. Per la prima volta l’assessore Giancarlo Tei ammette che il problema sta nell’aver scelto di costruire impianti concepiti per trattare rifiuti indifferenziati: le Strillaie che producono cdr, e l’inceneritore di Scarlino, impianto privato che di quel cdr si nutre.
Una catena perfetta, ma non quella prevista dalla legge del 2012 che fissa per un futuro vicinissimo un obiettivo di differenziata doppio rispetto a quello di cui ci si può fregiare oggi a Grosseto: con questi impianti quell’obiettivo non si raggiungerà mai.
Forum Ambientalista Grosseto ha calcolato che se in tutta la provincia si producesse tanta differenziata come con il porta a porta a Barbanella, alle Strillaie arriverebbero solo venticinquemila tonnellate all’anno di indifferenziata, contro le oltre novantamila per le quali l’impianto è stato progettato.
Il calcolo fu fatto dieci anni fa dalla Provincia e in parte è stato confermato nel piano interprovinciale dei rifiuti del 2013. Il contratto di servizio firmato a suo tempo dai Comuni grossetani con la società che gestisce le Strillaie prevede che se i Comuni non rispettano questo tetto, scattano pesanti sanzioni. Altre sanzioni, però, sono applicate dalle Regione per il mancato raggiungimento degli obiettivi di differenziata.
E così la famiglia grossetana, che ha modificato le sue abitudini, ha fatto proprio un nuovo costume culturale e cura il suo porta porta, si ritrova a pagare una bolletta della spazzatura più alta, sia per il mancato raggiungimento del tetto di indifferenziata alle Strillaie, sia per il mancato raggiungimento degli obiettivi di differenziata.
Chissà se lo stesso cambio di passo culturale delle famiglie ce lo avrà anche la politica. Alla vigilia delle elezioni regionali forse sarebbe il caso di farci un pensierino.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google