Proteste
«Confrontiamoci in pubblico»
Borrelli invita il sindaco a un incontro per chiarire la questione degli incarichi
MASSA MARITTIMA. Chiamato in causa sulla questione degli incarichi affidati al padre del capogruppo Pd, il leader di Massa Comune Fiorenzo Borelli invita gli sfidanti a uscire dal web in cui sono volate le accuse reciproche. «Se il sindaco ci tiene così tanto a sapere cosa penso o cosa pensiamo io e Lucia (chiamata spesso insieme a me), indica un’assemblea pubblica dove ci possiamo confrontare su tutti i temi che vuole senza limiti di tempo o paletti che il consiglio comunale impone – dice - ne sarei estremamente felice». Lo scontro è quello tra il consigliere Massa Comune e il sindaco Marcello Giuntini, con il primo che ha accusato l’amministrazione di aver affidato un incarico (per le verifiche sulle opere minerarie) alla ditta del padre del capogruppo Pd in consiglio, e il secondo che ha minacciato querela invitando gli altri esponenti della civica a prendere le distanze. Uno scontro interamente avvenuto su Internet, con le accuse mosse da Massa Comune attraverso il suo sito (con un post dal titolo “Che bravo paparino”), e la risposta del sindaco inviata via facebook. Una risposta al veleno, in cui viene fatto esplicitamente il nome di Borelli e Meucci per prendere le distanze da quanto detto da Galeotti. «Se alcune espressioni più colorite lo infastidiscono, non si permetta di dare agli altri in conferenza stampa dello schizofrenico o ricorra ad inventarsi saluti fascisti con scopo chiaramente provocatorio – riprende Borelli – Quando certi rapporti devono essere chiariti, non si parla a nuora perché suocera intenda, ma ci si guarda negli occhi davanti a tutti coloro che ne hanno interesse e si esprimono pareri; si ha forse paura di essere inferiori dal punto di vista dialettico?». È qui infatti che il capogruppo Massa Comune gira l’attacco al sindaco. «Si teme di essere richiamati alle proprie responsabilità? - continua - Si teme che i cittadini finalmente capiscano quante bugie vengono loro raccontate?» E poi la stoccata finale: «se si ha paura di tutto questo, forse è meglio far finta di aver scherzato e rimettere il mandato». Insomma, se Giuntini voleva una presa di distanze, ora trova una netta difesa di quanto sostenuto da Galeotti.
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