La manifestazione
Un gioiello nella cassa del Comune
L’ex sede dell’intendenza di Finanza passa dal Demanio alla città: «Ora potremo valorizzarlo»
GROSSETO. Abbiamo un immobile in più. Piano terra e corte esterna: l’ex sede dell’intendenza di Finanza tra corso Carducci, via Goldoni e piazza san Michele passa dal patrimonio del Demanio a quello del Comune. L’amministrazione, ora, è un po’ più ricca. Anche perché lo stabile potrà essere valorizzato a dovere.
Tutto nasce grazie al federalismo demaniale messo in piedi dal governo Berlusconi. È il maggio 2010 quando prende corpo il decreto legislativo contenente la riforma. Da quel momento, lo Stato può trasferire quei beni ritenuti non strategici agli enti locali. Strutture, nel migliore dei casi, lasciate lì a far la polvere. O, in altre situazioni, addirittura tenute sigillate e a marcire. Il vero via libera al federalismo demaniale arriva nella seconda parte dell’estate 2013, con il decreto del Fare dell’allora governo trainato da Enrico Letta. L’esecutivo, infatti, promulga la legge 98 e – di fatto – offre a comuni, province e regioni un elenco d’immobili papabili al trasferimento in carta bollata. Tante le opportunità anche per il Comune grossetano. E l’amministrazione si muove. Un lavoro portato avanti tra mille difficoltà burocratiche e qualche intoppo. Poi, la soluzione: martedì 10 marzo arriva la firma al decreto. «Con quell’atto – spiega Michele Bottai, responsabile dell’ufficio patrimonio del Comune – abbiamo acquisito il bene. Ora potremo valorizzarlo». Il piano terra dell’edificio è chiuso da oltre 5 anni. Un tempo sede di uffici, in futuro potrebbe divenire luogo dedicato al commercio. O magari locale legato a una banca come quella della Maremma, “vicina di casa” con la sede di corso Carducci e, a quanto pare, interessata all’affare. «Vedremo. In ogni caso – assicura il vice sindaco, Paolo Borghi – cercheremo di far valere l’immobile e di farlo fruttare a dovere». L'eventuale vendita dovrà essere adeguata al valore dell'immobile. Anche considerato un mercato che dà segnali di risalita. Inoltre, il 20 per cento dell’importo incassato dovrebbe tornare allo Stato. Poco male per un bene che il Comune ha ottenuto senza sborsare un euro. «Per il resto potremmo rimpolpare il bilancio pubblico e fare investimenti». Oltre agli spazi interni, poco meno di 300 metri quadrati, la struttura può vantare anche un bel giardino. Un’area che, se gestita a dovere, potrebbe risultare determinante nel piano di rilancio del centro storico. Lì, a pochi metri dal corso principale della città e ben dentro le Mura medicee, un giardino di oltre 450 metri quadrati sarebbe una vera chicca. E il Comune pare intenzionato a far sul serio. «Un parco per bambini? Perché no?» dice, fiducioso, Borghi. L’ex intendenza di Finanza non è l’unico bene passato al Comune. È di questi giorni l’accordo per alcuni terreni nella zona poeti di Barbanella e in quella artigianale di Marina. A proposito di Marina: lì, la sfida, resta l’acquisizione – ormai da molti anni negata - del forte di San Rocco. Luogo simbolo di una frazione che, magari proprio a partire da quello stabile, potrebbe essere rilanciata in chiave turistica e culturale.
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