Gioco
Sedici nuovi avvocati E tra tanti giovani ce n’è uno di 81 anni
Capani di nuovo in pista dopo l’esperienza da giudice di pace Una sfida per tutti. Bonacchi: «Il mestiere è cambiato»
GROSSETO. Il più giovane ha compiuto a dicembre 27 anni, il più anziano (ma di ritorno) ne ha 81. Cosa hanno in comune? La laurea in giurisprudenza e l'abilitazione a esercitare la professione di avvocato. Il giuramento - davanti al Consiglio dell'Ordine - ha concluso l'iter di formazione di 16 nuovi avvocati, una "infornata" particolarmente numerosa che ha compreso coloro che hanno sostenuto con successo gli esami di fine anno.
«Consapevole della dignità della professione...» recita la parte iniziale della formula che ciascuno di loro ha letto firmandone l’impegno. E consapevole anche che fare l'avvocato oggi è una sfida particolarmente rischiosa. «Dipenderà dall'inserimento lavorativo che avranno - dice a margine l'avvocato Luigi Bonacchi, presidente dell'Ordine provinciale - Chi comincerà da solo dovrà lavorare in modo completamente diverso da quello di anni fa. L'avvocato artigianale non c'è più, non può più esistere. Anche il nostro è un mestiere che è cambiato, che si è aggiornato. Ma non fino in fondo. Se una riforma forense avesse creato la figura dell'avvocato dipendente, rispettabilissima, ci sarebbe stata una possibilità professionale in più. Ma questa categoria non è stata creata ed è stata persa un'occasione».
E c'è comunque un messaggio di speranza per queste nuove leve che portano il numero dei legali in Maremma a oltre quota 600 e che si troveranno a "combattere" per ritagliarsi una fetta nella torta della giustizia locale.
Di fronte a una platea di genitori e fidanzati che si è riunita nella sala dell'Ordine, in Tribunale, il presidente è ricorso a un episodio realmente accaduto di fronte a un giudice per parlare delle vecchie forme del processo - con il verbale scritto a mano - e quelle nuove - con l'introduzione della cancelleria telematica. Proprio per spiegare che stare al passo con i tempi è indispensabile per tutti.
Anche per chi si è rimesso in pista a 81 anni, come Vincenzo Capani: già avvocato, si era cancellato il 31 dicembre 1999 perché altrimenti incompatibile con l'incarico di giudice di pace esercitato a lungo al pari di quello di componente della commissione tributaria. E adesso? «Ho ripreso a fare l'avvocato perché ho una grande passione per questo lavoro - dice Capani - E perché ho la necessitò di tenere attiva la mente. Ma anche per un bisogno economico, non lo nascondo: la crisi c'è anche per me. Nonostante le delusioni che mi sono arrivate dallo Stato, che non ha pagato ai giudici di pace i contributi, nonostante tutto, io in questo lavoro ci credo, mi piace farlo. E ho conservato un filo di speranza».
Sono sedici i nuovi avvocati, ecco i loro nomi nell'ordine in cui sono stati chiamati dal presidente a giurare e firmare: Simona Bellugi, Matteo Buoncristiani, Maurizio Campagna, Vincenzo Capani, Federica Ciotoli, Andrea Cipollini, Francesca Damiani, Claudio Di Monaco, Alessio Fiacchi (è il più giovane), Marta Floris, Yuri Forgione, Erika Giulianelli, Silvia Mazzini (anche lei classe 1987), Iris Milano, Cecilia Querci e Riccardo Solari.
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