Sicurezza
Tirrenica, la realizzazione si giocherà sui pedaggi
Percorso gratuito fino a Grosseto, poi una barriera e un’altra in zona Capalbio. Rossi vuole accelerare, Sat prudente. Il rebus del tracciato in Bassa Maremma
GROSSETO. Una barriera a Grosseto sud, una (forse) a Capalbio. O dove sarà deciso nella riunione specifica fra Sat e Regione. Chi non supera queste barriere, comunque, non dovrebbe pagare il pedaggio. Perché si presuppone che sia “residente”. Questo dovrebbe prevedere il piano della Tirrenica, autostrada che ha ricominciato a prendere forma mercoledì pomeriggio a Roma, al ministero dei Trasporti.
L’incontro fra governo, Regione e Sat - società che deve realizzare l’infrastruttura - non è stato vago. Certo il cronoprogramma dei lavori per la Toscana deve ancora essere definito, anche se il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha detto con chiarezza che vorrebbe vedere i progetti, almeno definitivi, a fine dell’anno. In modo che nel 2016 si possano iniziare a bandire le gare d’appalto.
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Dal canto suo la Sat - oggi partecipata al 98% da Autostrade per l’Italia del gruppo Atlantia - preferisce essere più prudente. Chiarisce che «al momento non esistono ipotesi definitive né sui tempi di esecuzione né sui meccanismi di pedaggio. Tantomeno sull'investimento complessivo. La società si è, comunque, impegnata con il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi a dare, entro marzo, un’indicazione più dettagliata su tempi, modalità e condizioni di finanziabilità dell'opera».
La prudenza della società è dettata da vari fattori. Intanto Atlantia (che partecipa Autostrade al 100%) è quotata in borsa. Ogni sua scelta, quindi, può avere riflessi sui mercati. In secondo luogo, ci sono questioni ancora in sospeso: la collocazione delle barriere, la defizione esatta dei pedaggi, che sarà oggetto di una riunione apposita. L’idea di massima, comunque, è che chi entra fuori provincia paghi (ad esempio da Tarquinia a Grosseto); chi entra a Rispescia ed esce a Capalbio no.
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Da definire, anche, il tracciato fra Ansedonia e Grosseto sud, argomento molto delicato (soprattutto per gli ambientalisti). Che prevederà un confronto approfondito con la comunità locale. Più facile, invece, la progettazione del tratto fra Ansedonia e Tarquinia, mentre non ci sarà bisogno di progettare il tracciato fra Grosseto sud e Rosignano, visto che coinciderà con la variante Aurelia. Proprio per questo, il costo dell’opera potrebbe essere contenuto nell’ordine del miliardo. E neppure un milione dovrebbe essere a carico dello Stato.
Il fatto che Sat sia l’unico finanziatore della Tirrenica, però, pone alcune questioni, accennate anche nell’incontro di mercoledì. La principale è la sostenibilità economica dell’operazione. Di per sé la costruzione della Tirrenica è un’operazione in perdita . Per questo Sat ha bisogno che il ministero autorizzi il ritocco dei pedaggi sui 2.500 chilometri autostradali che Autostrade per l’Italia/Atlantia ha in concessione in Italia; la possibilità di compensare (probabili) perdite del bilancio Sat per la Tirrenica con gli utili delle altre reti aurostradali. Se questo sarà consentito, per la Tirrenica non ci saranno più ostacoli. Ma servono ancora alcune settimane a Sat e ministero per chiudere questa partita.
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