Sicurezza
Sperimentazione finita: canile ok
La struttura comprensoriale della Botte supera l’esame, ospita 90 animali e adozioni in aumento
SCARLINO. Era il canile delle polemiche, oggi è quello della funzionalità. Lo spiegano gli stessi addetti ai lavori, che subito sfoderano l’aspetto più significante: «abbiamo un sacco di adozioni». Per quanto non bastino mai. Rimane comunque un bel risultato, merito anche degli oltre sessanta volontari che da subito si sono gettati a capofitto nella missione della struttura, mettendoci impegno e passione. Il lavoro del resto non manca, con quasi novanta ospiti pelosi da accudire. Sono questi i numeri del nuovo canile comprensoriale alla Botte, che fa riferimento ai comuni di Scarlino (capofila), Follonica e Gavorrano, inaugurato ufficialmente dopo quasi due anni di sperimentazione e valutazione.
I cani, per intenderci, sono accuditi in questa struttura già da tempo. Ieri però le amministrazioni hanno voluto fare un’inaugurazione ufficiale, dopo una prima apertura. Forse anche per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Ai tempi della scorsa amministrazione scarlinese, con il progetto prima e i lavori di realizzazione poi, furono molte le forze che si scagliarono contro questo canile, con tanto di ricorsi al Tar (vedi quello presentato dall’Enpa), tutti respinti.
«Questa struttura – commentata il sindaco di Scarlino, Marcello Stella, presente alla giornata di festa insieme ai suoi assessori e ai rappresentanti dei comuni Gavorrano e Follonica – dà al territorio le risposte che ci aspettavamo. Può contenere fino a centoquarantacinque cani e attualmente ne ospita circa novanta. Per questo stiamo ragionando se poter estendere il territorio di riferimento del canile anche ai comuni di Massa Marittima, Monterotondo Marittimo e Montieri». Una struttura moderna, costata settecentomila euro, con gabbie abbastanza grandi da garantire il benessere degli animali. E che adesso mira a coprire un servizio esteso a tutto il territorio delle Colline Metallifere.
Il nuovo canile a fianco della zona industriale del Casone, ha consentito anche una diversa gestione dei servizi legati ai cani randagi: i gestori che sono impegnati nella struttura, cinque operatori a turno e più di sessanta volontari, garantiscono anche un servizio di accalappiamento ventiquattr’ore su ventiquattro, servizi sanitari e veterinari. E con una forza simile c’è davvero la possibilità di gestire per intero tutto ciò che riguarda la custodia dei cani randagi sparsi per la zona. Senza contare poi che nella nuova struttura è presente anche una sezione di veterinaria con aree di quarantena e recupero che permettono in tutta sicurezza di curare meglio i cani e la loro salute. Le spese per il loro mantenimento poi sono abbastanza contenute: ogni cane costa ai tre Comuni 3,90 euro al giorno. Una gestione così accurata, inoltre, porta spesso a dei risultati. «In dieci anni – spiegano i tecnici dei comuni interessati – il numero dei cani presenti nel canile è passato da oltre 300 a circa 90». Nel frattempo grazie alle politiche sul territorio e all’impegno delle associazioni sono diminuiti anche gli abbandoni».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
