Il dolore
«A casa mia e non pagano l’affitto: aiuto»
Castel del Piano, il calvario di una vedova che ha l’appartamento occupato da inquilini morosi che non vogliono andarsene
CASTEL DEL PIANO. Case affittate che diventano un peso ingestibile, inquilini che si accomodano in appartamenti non loro e non c’è possibilità di mandarli via se non con spese di avvocati e giustizia, persone che fanno piccoli prestiti per pagare l’Imu sperando di rientrare con gli affitti e invece sono beffati in casa propria. Storie di ordinaria crisi, che colpiscono tanti, in cui il cittadino si trova incastrato.
Una signora viareggina, che ha una casa ereditata dai familiari a Montegiovi, nel comune di Castel del Piano, vedova, con due figli, il 1º gennaio 2014 ha affittato il suo appartamento a una famiglia tedesca. Il contratto, regolarmente registrato, durava fino al 30 maggio 2014 e poi la signora sarebbe dovuta rientrare in possesso del suo bene. Ma da quel 30 maggio comincia il calvario.
«I miei inquilini – racconta la signora – il 30 maggio non se ne andarono, ma chiesero di restare ancora un po’. Nonostante volessi mettere la casa in vendita, detti un assenso verbale a patto che si redigesse un nuovo contratto, ma qui viene il bello. La ragazza mi fece sapere che non aveva intenzione di sottoscrivere nulla, perché non voleva spese e che sarebbe rimasta lì. Non ha firmato, il contratto non è stato registrato e i due sono ancora in casa mia».
E non è tutto. «Da ottobre – prosegue la signora – hanno smesso pure di pagare le bollette della luce, dell’acqua, della spazzatura. Ad oggi sono oltre 800 euro di spese. Ho pensato di far staccare tutti i servizi, ma un avvocato mi ha detto che non si può fare. Non so se è vero. Sono andata da un legale del mio patronato e mi ha spiegato che l’unica via di uscita per mandarli via è fare uno sfratto esecutivo. Mi ha anche avvertito che le spese me le devo sobbarcare io. Io non ne ho la possibilità. Sono pensionata, vedova, ce la faccio appena a sbarcare il lunario».
Un vero incubo per la signora che da mesi non riesce a mettersi in contatto con gli occupa la sua casa. «Quando telefono alla famiglia che sta a casa mia – dice – non mi rispondono nemmeno più al telefono. Vengo da Viareggio in montagna per chiarire le cose e chiedere che se ne vadano e non riesco a tirare fuori un ragno dal buco. Mi ridono in faccia. Ora mi hanno promesso che fra qualche giorno se ne vanno, ma mi hanno detto tante volte la stessa cosa e non ci credo più. Io sto solo sperando che sia la volta buona. Devo stare calma, perché ho problemi di pressione e in questa maniera rischio il collasso. La cosa che mi fa più rabbia è che da sola, senza le vie legali non posso fare niente. E pensare che quando si presentarono sembrava gente così per bene. E anche i primi cinque mesi tutto è andato bene. Dopo niente più pagamenti, bugie a non finire, balle. Poi il silenzio totale. Chiedo: in un momento in cui avere una casa è già un peso, possibile che debba dare quella stessa gratis a un inquilino e pagargli pure le bollette, senza batter ciglio? Come posso fare? C’è qualcuno che mi può dare una mano?».
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