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Grosseto

rete imprese dopo le multe

«Si fermi chi cerca di eludere regole e fisco nei mercatini»

GROSSETO. «Si potrebbe obbiettare sulla opportunità: un intervento a iniziativa in corso, i vigili, le foto; può essere discutibile. Si  può  gridare la politica del pendolo: da un eccesso di...

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GROSSETO. «Si potrebbe obbiettare sulla opportunità: un intervento a iniziativa in corso, i vigili, le foto; può essere discutibile. Si  può  gridare la politica del pendolo: da un eccesso di tolleranza al massimo rigore. Ma è innegabile l’alone di opacità che circonda feste e sagre e, all’interno di queste, la fioritura di mercatini artigianali che spesso del tutto artigianali non sono».

Carla Palmieri, presidente Rete Imprese Grosseto, e Renzo Alessandri, direttore Rete Imprese Grosseto, intervengono sulla questione dei mercatini che, lo scorso anno, hanno visto multati un centinaio di espositori. I vigili urbani di Grosseto hanno contestato loro la mancanza dell’autorizzazione al commercio. I multati si sono difesi dicendo di non essere commercianti ma artisti – nel qual caso, vendendo opere del loro ingegno, non avrebbero bisogno dell’autorizzazione al commercio – o tutt’al più artigiani intenti, durante il mercatino, a realizzare i loro manufatti – e anche in questo caso la legge non prevede si debba chiedere l’autorizzazione alla vendita.

Le multe sono salate: 5.010 euro. Che moltiplicate per cento fanno oltre mezzo milione che potrebbero finire nelle casse del Comune. “Potrebbero” perché molti espositori hanno fatto ricorso.

Per Rete Imprese Grosseto, associazione che rappresenta commercianti e artigiani, tuttavia, non nasconde però che tra tanti effettivi artisti, vi sia anche chi, invece, fa cerca di aggirare le regole.

«I prodotti dell’ingegno – spiegano Palmieri e Alessandri – sono quelli in cui la componente di ingegno emerge. Chi si diletta a fare (per esempio) dei posacenere e li vende all’intero di un mercatino, “vende” un prodotto del suo ingegno o maschera, eludendo il fisco, un’operazione commerciale? È necessario far chiarezza: valorizzando l’ingegno, perseguendo i tentativi di elusione e diradando l’opacità. Ma è proprio impossibile dar corso a controlli preventivi o regolamentare gli eventi?».

Il proliferare dei mercatini e delle sagre ha moltiplicato i cosiddetti mercatini artigianali «o presunti tali», dice Rete Imprese, che vengono allestiti all’interno di queste. «Il danno economico che queste realtà inducono nella rete commerciale tradizionale non è facilmente stimabile ma non è (con i tempi che corrono) nemmeno trascurabile. Molti non sanno che il legislatore, varando la legge 443/85 (legge quadro dell’artigianato) ha espressamente disposto che “nessuna impresa può adottare, quale ditta insegna o marchio, una denominazione in cui ricorrono i riferimenti all’artigianato se non iscritta all’Albo delle imprese artigiane”, principio ribadito dall’articolo 7, punto 3, della legge regionale 53 del 2009». La sanzione che sarebbe aggiuntiva a quella comminata dal Comune è fissata in poco meno di 2.600 euro.

«Contrabbandare un mercatino di hobbysti per un mercato artigianale, di conseguenza, potrebbe costare caro.   Che dire, se il pendolo resta puntato come peraltro sarebbe giusto sul lato del rigore, forse siamo solo all’inizio», conclude Rete Imprese.

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