Il Tirreno

Grosseto

al commendone

Operaio morto sul lavoro, primi avvisi di garanzia

Elisabetta Giorgi
I disperati soccorsi all'operaio nel cantiere per la nuova Coop
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I disperati soccorsi all'operaio nel cantiere per la nuova Coop

La Procura apre il fascicolo e dispone l’autopsia. Il giorno del funerale l’intero cantiere per la Coop sarà chiuso in segno di lutto

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GROSSETO. Sono stati emessi i primi avvisi di garanzia per la morte di Abdil Sinani, l’operaio macedone di 45 anni vittima di un incidente sul lavoro nel cantiere del Commendone, mercoledì 11 marzo intorno alle 17. Iscritte nel registro degli indagati risultano, al momento, almeno quattro persone, coinvolte a vario titolo nell’incidente e nel cantiere interessato dai lavori e alle quali stanno arrivando le notifiche.

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L’incidente. Abdil Sinani, 45 anni di origine macedone, padre di tre figli, era impegnato da mesi nel cantiere Unicoop alle porte di Grosseto, nella zona del Commendone. Era dipendente di una ditta macedone di Gavorrano che lavora in subappalto per l’Ati composta da Consorzio Stabile Toscano e Cooperativa Toniolo: la ditta si chiama Fratelli Emini srl. L’operaio macedone era stato assunto da poco e viveva a Gavorrano, la sua famiglia abita ancora in Macedonia. Era impegnato con la sua ditta gavorranese - di cui è titolare l’altro macedone Emini Rauf - alla costruzione di un parcheggio di 17.000 metri quadrati che ospiterà centinaia di stalli a servizio del centro commerciale. In quel momento gli operai al lavoro erano quattro, in una gigantesca area praticamente deserta attraversata dal passaggio dei macchinari; poi qualcosa è andato storto. Difficile ancora ricostruire la dinamica esatta, al vaglio degli inquirenti che mantengono il massimo riserbo (il cantiere tra l’altro è da sempre transennato e off limits ai non addetti ai lavori, impossibile avvicinarsi). Che cosa esattamente sia accaduto non si sa; ma secondo una prima ricostruzione l’uomo è stato colpito da un mezzo meccanico: un muletto in movimento condotto da un collega e che lo ha travolto da dietro. Resta da capire anche se il mezzo stesse procedendo in avanti o in retromarcia; pare in quel momento Abdil sinani fosse chino. Di sicuro è stata una manovra inaspettata, e quando è stato colpito l’operaio macedone non ha avuto neppure il tempo di reagire. Frenetici i soccorsi: l’uomo è stato a lungo intubato e sottoposto a massaggio cardiaco, rivelato inutile. Incredulità e choc si sono diffusi tra i colleghi del cantiere, soprattutto alla luce della vastità dell’area interessata dall’incidente: 17.000 metri quadrati dove lavoravano in quattro.

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L’autopsia. Dalla sera della tragedia a oggi il corpo di Abdil è rimasto all’obitorio dell’ospedale Misericordia di Grosseto a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il sostituto procuratore Laura D’Amelio ha disposto l’autopsia che dovrebbe essere effettuata quasi certamente venerdì 13 marzo, dall’équipe di Mario Gabrielli, direttore del reparto di Medicina legale dell’ospedale di Siena. Il magistrato darà poi il nullaosta per la restituzione della salma alla famiglia e sarà disposto il rito funebre: da capire ancora con quali termini, dove e con quali modalità. Il corpo dovrebbe poi essere riportato dalla famiglia in Macedonia. Intanto le indagini sono in corso e procedono nel massimo riserbo.

Il sequestro. Resta confermato che il cantiere non è stato sequestrato: i sigilli sono scattati - a finalità probatoria - soltanto per il mezzo coinvolto nell’incidente mortale, il muletto che ha colpito Abdil provocandone la morte.

Giorno di lutto. Il giorno dell’addio ad Abdil Sinani il cantiere resterà chiuso in segno di lutto. Tutti gli operai vogliono tributare l’ultimo saluto all’operaio di 45 anni che ha perso la vita. Fausto Giunta, direttore dei lavori Unicoop, spiega di aver «parlato con i responsabili dell’Ati e in accordo con Unicoop il cantiere sarà chiuso per dar modo a tutti i lavoratori che vogliano partecipare di essere presenti al funerale di Abdil». L’Ati sospenderà per un giorno i lavori in segno di lutto, qualunque sia la forma scelta per il rito funebre di Abdil, di nazionalità macedone. «I dirigenti e le imprese dell’Ati vogliono partecipare su richiesta dei lavoratori, colleghi di Abdil. Un segno di solidarietà e di dolore che unisce tutti noi». Unicoop ha spedito un comunicato per ufficializzare il proprio intento di aiutare la famiglia dell’operaio morto sul lavoro, rinnovando il proprio dolore. Un dolore che si è respirato forte, all’indomani della tragedia del Commendone avvolto da un’atmosfera di angoscia.

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