Sicurezza
Muore operaio di 45 anni al lavoro per la nuova Coop
Travolto da un muletto durante le opere per l'urbanizzazione dell'area, Abdil Sinani era impegnato in una ditta in subappalto
GROSSETO. Il luogo della morte è un piazzale polveroso, uno spiazzo gigantesco che aspetta d’essere pavimentato. Un cantiere in fermento che pullula di vita e dove operai in fibrillazione lavorano da tantissimi mesi _ energicamente _ alla costruzione del nascente colosso Unicoop. Vita e morte insieme: in questo enorme sforzo economico e produttivo si genera la tragedia di ieri.
Abdil Sinani, 45 anni di origine macedone, era impegnato da mesi nel cantiere Unicoop alle porte di Grosseto, nella zona del Commendone, come dipendente (assunto da poco) di una ditta macedone di Gavorrano che lavora in subappalto per l’Ati composta da Consorzio Stabile Toscano e Cooperativa Toniola. La famiglia abita in Macedonia.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.11029895:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/03/12/news/l-imprenditore-edile-e-sempre-stato-un-cantiere-perfetto-1.11029895]]
Un cantiere unico, immenso e severamente chiuso: un’area vastissima tutta transennata e recintata, inaccessibile ai non addetti ai lavori e che ospita ruspe, ditte in fermento e centinaia di operai impegnati nelle opere di urbanizzazione.
Viabilità, parcheggi, gas, elettricità, rete fognaria per acque bianche e nere: i lavori interni _ che già hanno visto realizzare un capillare progetto di strade e rotatorie legate tra loro in un sistema di vasi comunicanti _ sono a buon punto nella realizzazione di posti auto a servizio del centro commerciale, migliaia, proprio grazie a squadre di operai che lavorano ogni giorno. Tra loro c’era anche Abdil Sinani: l’operaio macedone era impegnato con la sua ditta gavorranese _ di cui è titolare l’altro macedone Ermini Rauf e ieri sul campo con quattro operai _ alla costruzione di un parcheggio di diciasettemila metri quadrati che ospiterà centinaia di stalli a servizio del centro commerciale. Ma qualcosa è andato storto, e che cosa esattamente sia accaduto non si sa.
Di certo c’era ancora luce, intorno alle quattro e mezza di ieri pomeriggio: il sole ben lontano dal tramonto, in quella smisurata area deserta e polverosa, priva di costruzioni e alberi, Abdil lavorava fitto come sempre. Secondo una prima ricostruzione l’uomo trasportava una carretta quando è stato colpito da un mezzo meccanico, un muletto in movimento condotto da un collega e che lo ha travolto da dietro, da capire se in retromarcia. Non ha visto niente; non ha avuto il tempo di accorgersene né tantomeno di reagire. Sinani è stato colpito alla testa ed è caduto in avanti restando schiacciato, insieme al mezzo che trasportava. Non è morto sul colpo, è rimasto incosciente sul selciato, in condizioni disperate e con la faccia rovinata. I colleghi, sconvolti, hanno capito subito che la situazione era drammatica e hanno fatto scattare i soccorsi: è partita la chiamata al 118.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.11029923:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/03/12/news/lunga-catena-di-incidenti-il-picco-nell-estate-2011-1.11029923]]
In pochi minuti sono arrivati tre mezzi: un’ambulanza e un’automedica, ma anche un elicottero Pegaso che dal vicino ospedale Misericordia si è alzato in volo e ha raggiunto il cantiere, atterrando nel campo, a pochi metri dal corpo steso in terra.
Minuti concitati in cui i sanitari hanno fatto di tutto per salvare l’operaio agonizzante. Abdil era già in arresto cardiaco ma era ancora vivo. Medici e infermieri gli hanno praticato le prime cure sul posto, pronti a trasferirlo d’urgenza in ospedale non appena si fosse stabilizzato, ma non ce l’hanno fatta.
La rianimazione è durata cinquanta lunghissimi minuti: per tutto questo tempo Sinani è stato intubato in terra ed è stato sottoposto a ogni sforzo possibile per rianimarlo, incluso il massaggio cardiaco, ma la lotta contro il tempo si è conclusa in tragedia, sotto gli occhi dei tre colleghi attoniti.
Pegaso, pronto a caricarlo a bordo e a trasportarlo all’ospedale, è ripartito vuoto così come l’ambulanza e l’automedica.
Il corpo è stato coperto da un lenzuolo. La salma è rimasta ancora per un po’ sul posto, prima di essere portata via, ormai all’imbrunire, alla volta dell’obitorio.
Sul posto oltre al 118 sono intervenuti la polizia di Stato con la squadra volanti e la scientifica; i tecnici della Prevenzione sui luoghi del lavoro dell'Asl 9, i rappresentanti della Unicoop, la Procura.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:foto-e-video:1.11024990:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/foto-e-video/2015/03/11/fotogalleria/tragedia-al-cantiere-dell-ipercoop-muore-un-operaio-1.11024990]]
Il sostituto procuratore Laura D’Amelio ha disposto l’autopsia e ordinato il sequestro del mezzo (non dell'area del cantiere) a finalità probatorie, per permettere all’autorità delegata alle indagini _ che a quanto risulta è rappresentata dalla polizia di Stato e dal competente servizio dell’Asl _ di fare accertamenti.
Verosimilmente la Procura di Grosseto incaricherà un proprio consulente tecnico per ricostruire le modalità dell'infortunio, valutare l’idoneità e l’efficienza del mezzo meccanico che ha travolto il corpo, e ricostruire la dinamica e le modalità del sinistro, oltre ad accertare, conseguentemente, se vi siano eventuali responsabilità.
Sempre la Procura, appena ricevuta notizia di reato, provvederà come di routine all’iscrizione di eventuali indagati nell’apposito registro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
