Sicurezza
Diversi danni a S. Donato ma la chiesa torna agibile
Rimosso per sicurezza il parafulmine sul campanile lesionato dal vento I report sullo stato dell’antico edificio religioso inviati alla Soprintendenza
SCARLINO. Un passo alla volta, o meglio una tegola alla volta, il centro storico di Scarlino sta tornando alla normalità. Camminando lungo la grande via che collega piazza Garibaldi, cuore del borgo, alla zona del paese vecchio, troviamo diversi vicoli ancora chiusi, ma traffico e persone ormai scorrono regolari. È tornata agibile anche la chiesa di San Donato: così dice il report dei vigili del fuoco inviato alla diocesi a cui spetta il compito di decidere quando riaprire la struttura.
Ma nel ritorno alla quotidianità si vedono ancora chiari i segni del passaggio della burrasca: i danni alle mura, i detriti caduti dai tetti lungo le strade e persino il puntale della chiesa, non più trionfante sulla cima del campanile ma steso a terra sull’erba del cortile. Per la precisione, quella lunga asta in metallo con una sfera alla base è un parafulmine, installato sulla chiesa diversi decenni fa. Non è crollato, ma lo hanno rimosso i vigili del fuoco, convinti che lasciarlo a decine di metri di altezza potesse rappresentare un serio pericolo per l’incolumità pubblica. Smontato insieme alla parte superiore del campanile, che comprende sospensione del puntale e alcuni mattoni.
Nulla d’impressionante, nessuno smacco alla struttura medievale: solo precauzione. Adesso però non sarà un gioco da ragazzi rimettere in sesto il campanile, né le mura che circondano la chiesa. Citata nelle cronache storiche già nel 1188, San Donato rappresenta un sito archeologico di grande prestigio e quindi deve sottostare a rigorosi vincoli per tutto quel che riguarda lavori, manutenzioni o, come in questo caso, riparazioni. Per questo il report dei vigili del fuoco con cui l’edificio viene certificato come «agibile» insieme alla perizia svolta dai tecnici sarà inviata alla Sovrintendenza dei Beni Culturali e Architettonici di Siena e Grosseto, insieme al progetto di ripristino una volta che questo sarà stilato. Non solo: negli uffici del sovrintendente andrà anche la relazione che l’ingegnere nominato dalla curia sta redigendo riguardo ai danni che hanno subito le pareti della chiesa, dove sono sparsi a macchia di leopardi alcuni cedimenti. Segni tangibili del passaggio della tempesta del 5 marzo, facilmente visibili da chiunque passeggi nel cortile, lo stesso dove è stato adagiato il puntale. Ci sono pietre, tegole e alcuni detriti venuti giù durante l’ondata di maltempo.
In termini economici, i danni non dovrebbero rappresentare una spesa troppo onerosa per la curia: piuttosto, si tratterà di capire come procedere alla ristrutturazione di campanili e mura storiche. In compenso, all’interno San Donato non ha subito danni ed è probabile, visto anche il nulla osta dei vigili del fuoco, che già domenica possano riprendere le funzioni. Più semplici almeno sulla carta le riparazioni che si stanno portando avanti nelle altre vie e nei vicoli del centro, da via Gorizia a via Guelfa. Gli operai stanno marciando senza sosta per poter accorciare i tempi, ma non è semplice infilarsi in quelle viuzze tanto strette. I mezzi non ci passano.
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