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Addio Caffè Italiano, arriva Gusti in Piazza
Lo storico bar ristorante sotto i portici di piazza Dante riapre. Nuova gestione, nuovo nome e tante ambizioni per un angolo di città dove si sono ritrovate intere generazioni di grossetani
GROSSETO. Lì, in quei locali, tra luci fioche e tanto calore umano, hanno trascorso gran parte delle proprie giornate intere generazioni. Un corretto, due bicchieri di birra, o magari un bianchetto, sempre sorseggiati tra un tiro a stecca e una battuta con gli amici. Il Caffè Italiano è stato questo. E molto altro. Ora cambia tutto.
Una rivoluzione nella continuità. Nuovi proprietari, nuovo nome: si chiamerà Gusti in piazza, inaugurazione prevista per lunedì 16 marzo alle 18,30. Prima giornata piena di lavoro sarà martedì 17, in barba alla scaramanzia.
«Potremmo dire che è stata Grosseto a scegliere noi». A parlare è Raffaele Liguori, titolare, assieme a Salvatore Amato, del nuovo corso. «Spiego meglio – dice, mentre prepara un ottimo caffè napoletano in tazza -. Tutto è nato quasi per caso. Sia io che il mio socio lavoriamo nella ristorazione da molto tempo, circa vent’anni. Avevamo il desiderio di trasferirci con le nostre famiglie dalla Campania alla Toscana e per questo eravamo alla ricerca di un locale da rilevare».
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Tante le città visitate dalla coppia di amici Viareggio, Piombino e infine Grosseto. «Qui siamo arrivati per dare un’occhiata a un fondo commerciale – spiega Liguori – ma non ci ha convinti. Poi, mentre facevamo due passi in centro storico, ecco i cartelli con su scritto vendesi proprio davanti al Caffè italiano. Siamo entrati nel locale e... eccoci qua. Per questo, scherzando, dico che ci ha scelti Grosseto. Il destino, insomma».
Mentre parla, Liguori è circondato da quelli che sono ambienti che fanno riaffiorare profondi ricordi: i tifosi del Grifone che si ritrovano all’italiano per una bevuta prima della partita allo stadio e del tradizionale corteo; il mega cartellone con i risultati della schedina del Totocalcio esposti in vetrina la domenica pomeriggio; i primi posticipi della serie A trasmessi su Telepiù. E il futuro, almeno questa la promessa, non sarà da meno. Anzi.
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«Riporteremo il locale allo splendore che merita» assicurano dalla proprietà. «Non saremo solo bar, pizzeria e ristorante. Pensiamo – prosegue Liguori – anche a un utilizzo diverso della saletta che, nella nostra idea, si presta benissimo a ospitare eventi culturali e non solo. Largo quindi a degustazioni, presentazioni di libri, mostre».
La scommessa di Liguori e Amato è dunque quella di rilanciare un locale che molto ha dato alla città e a tutti quelli che si sono ritrovati a fare due passi da quelle parti. Un luogo simbolo del salotto buono maremmano. Di una Grosseto cresciuta in fretta, ma rimasta sempre legata alla propria identità e ai propri ricordi.
Un corretto, due bicchieri di birra o magari un bianchetto: le foto che lo ritraggono non sono più in bianco e nero. Né quel locale si chiamerà più Caffè taliano. Ma poco importa, si guarda avanti. Nella speranza di veder fioccare altri decenni di successi.
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