Il Tirreno

Grosseto

Un bando per rilanciare l’Ecolab

di Ivana Agostini
Un bando per rilanciare l’Ecolab

Comune e Polo universitario: «Restituiremo un futuro al laboratorio lagunare»

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ORBETELLO. Tornerà a vivere la struttura dell’Ecolab. Questo l’intento del Comune di Orbetello che pochi giorni fa si è riunito insieme al polo universitario grossetano per capire come rilanciare la struttura.

«Stiamo cercando di partecipare a un bando - spiega il sindaco di Orbetello, Monica Paffetti – che concede delle risorse e mette a disposizione dei fondi per rimettere a posto delle strutture pubbliche che serviranno a dare la possibilità a giovani imprenditori di iniziare a fare le loro attività». Il Laboratorio, situato sul bordo del bacino di ponente della laguna di Orbetello, nacque su iniziativa del commissario delegato per il risanamento ambientale della laguna, il quale, a seguito dei finanziamenti ottenuti sui patti territoriali dalla Provincia di Grosseto, mise in atto la ristrutturazione di un edificio esistente per realizzarvi un laboratorio di ricerca scientifica con lo scopo di fornire supporto alle attività di pesca e acquacoltura presenti nella zona. Il centro Ecolab, diretto dal professor Silvano Focardi, iniziò la sua attività nel 2007 ed era una struttura di ricerca gestita dalla società consortile Polo universitario grossetano, nella quale lavorava personale scientifico qualificato: quattro ricercatori e un tecnico di laboratorio, tutti dipendenti del Polo. «Nel 2011 – racconta la Paffetti – poco dopo il nostro insediamento il laboratorio, a causa della crisi del Monte dei Paschi di Siena e della conseguente mancanza di fondi, chiuse mettendo prima in cassa integrazione e poi licenziando le cinque persone che vi lavoravano. L’Ecolab, dunque, pesca – laguna e acquacoltura, chiuse lasciando una struttura realizzata con soldi pubblici e di valore senza la possibilità di essere utilizzata».

Quello che il Comune sta cercando di fare ora è riuscire a capire come poter utilizzare questo spazio cercando di metterlo a disposizione dei giovani e favorire la micro impresa. Per poterlo fare, dunque, sta cercando di partecipare a questo bando che darebbe la possibilità a giovani sotto i 40 anni di dare il via alle loro imprese. Ovviamente attività legate al mondo della pesca e dell'acquacoltura. «Non ci dovrà essere una logica di ricerca per la quale sono necessari dei fondi pubblici ma un qualcosa che dia la possibilità di entrare nel mondo del lavoro in quella che è una delle eccellenze del mondo del territorio, la pesca e l’acquacoltura. Le apparecchiature che sono all’interno della struttura dovranno poi essere rimesse a posto – dice la Paffetti – essendo state ferme più di un anno ma una volta sistemate serviranno a questi neo imprenditori per fare esami di laboratorio legate ai problemi della laguna o comunque legate ai problemi del territorio». Un futuro tutto in divenire, quindi.

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