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Pozzi comunali, ora per irrigare si paga

Enrico Pizzi
Pozzi comunali, ora per irrigare si paga

Procede la sistemazione della rete, ridotti i costi di gestione, resta il problema dei consumi finora gratuiti dei privati

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GROSSETO. Dimezzate le spese per l'energia elettrica utilizzata per prelevare acqua dai pozzi del Comune di Grosseto per innaffiare verde pubblico e giardini privati. È questo il primo obiettivo centrato dalla società Sistema da quando, lo scorso anno, ha preso in mano la gestione della rete comunale dei pozzi irrigui. Solo per la bolletta della corrente elettrica il Comune ha risparmiato circa 40.000 euro rispetto ai 90.000 che spendeva in precedenza.

L'obiettivo del Comune, poi, è arrivare a far pagare regolarmente i consumi alle utenze private allacciate ai pozzi. In un anno Sistema ha investito circa 200.000 euro per 13 dei 90 pozzi comunali:alcuni pozzi sono stati riperforati, intere colonne rifatte, i quadri elettrici sostituiti insieme alle pompe e alle altre componenti del sistema di distribuzione. Altri 200.000 euro saranno investiti quest'anno, per altri 15 pozzi, che in alcuni casi debbono essere sostituiti, come sta avvenendo nella zona del Verde Maremma, per il pozzo del parco giochi tra via Platino e via Argento, che si è esaurito: Sistema ne realizzerà un altro nei pressi della rotonda tra viale Uranio e via Cavalcanti.

Per l'arrivo della primavera e della stagione estiva, i periodi in cui la rete irrigua si rende indispensabile per mantenere verdi i giardini pubblici e privati, Sistema conta di essere pronta a fornire un servizio più efficiente e meno costoso per la collettività, ma anche per gli stessi utenti, proprio in considerazione del fatto che i costi di gestione sono stati e saranno ulteriormente abbattuti.

Il problema, ancora aperto, però, è quello della bollettazione dei consumi. Fino a tre anni fa – ricorda l'assessore ai lavori pubblici Giuseppe Monaci – non si sapeva nemmeno quante fossero le utenze che erano allacciate ai pozzi del Comune di Grosseto: mano a mano che la città era cresciuta, nuovi condomini e nuove abitazioni con giardino si erano allacciati alla rete pubblica e il Comune ha continuato a pagare per l'uso, anche privato, dell'acqua dei pozzi, spesso sprecata laddove si formavano veri e propri acquitrini. Da tre anni a questa parte, però, è stata avviata un'opera di censimento che, piano piano, dovrebbe portare alla installazione di contatori per la misurazione dei singoli consumi di coloro che utilizzano la rete dei pozzi comunali per innaffiare i propri giardini.

Per il momento viene chiesto il pagamento di una quota pari a 35 centesimi per ogni metro quadrato di verde da irrigare, ma nonostante la cifra non sia enorme, «abbiamo riscosso la quota – dice il direttore di Sistema, Alberto Paolini – da appena il 30 per cento delle utenze dichiarate».

Se a questo si aggiunge che a fronte di circa 850 utenze dichiarate ce ne sono almeno un altro migliaio che restano abusive, si capisce facilmente che su questo fronte il lavoro da fare è ancora molto. L'invito che il direttore di Sistema fa a chi abbia già dichiarato al propria utenza, è a mettersi in regola con il pagamento, mentre per chi abbia un sistema di irrigazione allacciato a un pozzo comunale ancora in modo abusivo, l'invito è a dichiarare l'utenza e a farlo quanto prima, «sempre che – dice Paolini – abbia ancora intenzione di fruire di questo servizio».
Il Comune su questo è determinato ad andare fino in fondo e l'assessore Monaci spiega, senza mezzi termini, che chi ha dichiarato l'utenza, ma non ha pagato la quota di compartecipazione, si vedrà chiudere l'acqua per irrigare il giardino. E la stessa sorte, evidentemente, toccherà a chi non dichiarerà il proprio allaccio e sarà scoperto a irrigare il giardino con l'acqua del Comune.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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