Gioco
«Pareva dormire, al 118 ho chiesto di svegliarla»
FOLLONICA. «Condividevamo tutto, tranne i fidanzati», ricorda Michela Amodei trovando la forza per una parola sorridente. «Ci chiamavano Sandra e Raimondo, perché eravamo una coppia inseparabile....
FOLLONICA. «Condividevamo tutto, tranne i fidanzati», ricorda Michela Amodei trovando la forza per una parola sorridente. «Ci chiamavano Sandra e Raimondo, perché eravamo una coppia inseparabile. Monia stava benissimo, apparentemente non aveva nulla, non seguiva cure o terapie. Sabato sera era uscita con delle amiche per un aperitivo, io invece ero a casa dal mio fidanzato, come succede quasi sempre il fine settimana. Domenica ero tranquilla, di solito la passavamo separate e quindi ero sicura che fosse a casa e stesse bene, come sempre: non ci siamo sentite per tutto il giorno, la sera mi ha chiamato la sua mamma perché non le rispondeva al telefono. Mi è sembrato strano, Monia non si comportava mai così, era solare, buona, amica di tutti, sempre disponibile. Alla sua mamma ho detto di stare tranquilla che sarei andata a casa a controllare e così ho fatto. Quando sono arrivata l’ho trovata nel suo letto, sembrava dormisse. Invece...».
La voce si rompe, come se rivivere quel momento fosse ancora impossibile per Michela. «Ho chiamato il 118, quando sono arrivati gli ho detto di risvegliarla, ma non è stato così. Me ne rendo conto piano piano, il giorno dopo è più difficile. L’unica consolazione in questa disperazione è pensare che sia morta nel sonno, di morte naturale».
Michela è ancora a Lugo di Romagna, accanto a lei il fidanzato che la conforta e la assiste. Dopo l’autopsia, che è stata fissata per il pomeriggio di oggi, Monia tornerà a casa, a Bagno di Gavorrano: e anche in questo viaggio accanto a lei ci sarà Michela. Come sempre, come da trent’anni.
Un viaggio doloroso, ancora più doloroso pensando che le valigie per la Maremma le due amiche le avevano preparate da un po’. Avrebbero infatti valicato l’Appennino per essere quaggiù a Pasqua, la stessa Monia lo aveva annunciato agli amici via Facebook.
«Arriviamo», aveva scritto, sapendo che come sempre l’avrebbero accolta con una grande festa. Perché il suo sorriso, la sua voglia di vivere, consegnati a quelle vecchie foto del Carnevale 1990, in realtà da Follonica non sono mai partiti. Mai hanno lasciato il cuore di chi l’ha conosciuta e amata. (p.v.)
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