Attenzione
«Ora Sacra rimedi alla brutta figura»
Scampato il pericolo di dover risarcire milioni, il sindaco Bellumori chiede all’azienda di fare qualcosa per Capalbio
GROSSETO. Hanno tirato un sospiro di sollievo, il presidente della Provincia Emilio Bonifazi e il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori dopo che il Consiglio di Stato ha tolto, da sopra il loro capo, la spada di Damocle del risarcimento milionario che, secondo il Tar della Toscana, sarebbe stato dovuto alla società Sacra per la mancata realizzazione di un impianto a biogas.
E incassata la vittoria, il sindaco Bellumori, non contento di aver visto soccombere la società, condannata anche a oltre 16.000 euro di spese legali, chiede ora alla Sacra di fare qualcosa per la comunità capalbiese.
Il sollievo, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, è grande.
La Provincia, e in solido il Comune di Capalbio, avrebbero dovuto risarcire alla Sacra 700.000 euro di spese sostenute per le progettazioni e una somma che oscillava tra i 9 e i 13 milioni di euro per il mancato guadagno in un periodo di quindici anni.
La Sacra, secondo il Tar, era stata danneggiata dalla Provincia che aveva annullato, in via di autotutela, l’autorizzazione alla realizzazione di un impianto a biogas. Il Tar aveva ritenuto illegittimo quell’annullamento e aveva anche censurato il comportamento del Comune di Capalbio, che avrebbe cambiato volontà politica in modo immotivato, probabilmente per seguire le pressioni di chi non voleva proprio quell'impianto.
Insomma, il Comune di Capalbio era stato accusato di partigianeria.
«Questa decisione del Consiglio di Stato _ ha detto il presidente della Provincia EmilioBonifazi _ è molto importante sia perché il contenzioso aveva un valore economico importante, sia perché conferma ancora una volta il buon operato degli uffici e delle amministrazioni pubbliche nel loro complesso e la loro capacità di agire correttamente in difesa del territorio e degli interessi collettivi».
Il sindaco Bellumori ricorda da parte sua come «la sentenza del Consiglio di Stato afferma non solo che l’annullamento dell’autorizzazione, fatto in autotutela dalla Provincia, era legittimo, ma dice che era anche doveroso. È una sentenza straordinaria perché dice che il Comune di Capalbio non ha mutato la volontà politica, ma sancisce la piena legittimità dell’operato dell'ente, che ha segnato una netta divisione tra l’azione politica e quella gestionale, tanto è vero che il Tribunale amministrativo regionale non aveva annullato alcun atto del Comune di Capalbio, ma aveva sindacato sull’atteggiamento tenuto in conferenza dei servizi».
Bellumori sottolinea anche che nelle carte portate in Consiglio di Stato la società Sacra «ha usato parole violente e dure nei confronti dell’amministrazione e degli uffici: adesso _ ha concluso _ con la figura che hanno fatto, mi aspetto che facciano qualcosa di buono, ci guadagnerebbero in immagine».
E il sindaco butta là anche l’idea di sistemare il parco giochi di Capalbio Scalo o di realizzare, finalmente, la ciclabile «che la Sacra dice da anni di voler fare ma che non ha ancora realizzato».
Alessandro Antichi, in veste di legale del Comune di Capalbio (la Provincia era difesa dall’avvocato Alessandro Botto) sottolinea che «questa sentenza fa giustizia delle accuse di parzialità e di mancata cura dell’interesse generale che erano state accolte dal Tar. L’operato degli uffici del Comune ne esce confortato e confermato così come si confera la piena correttezza della Provincia che non poteva che fare ciò che ha fatto. Con questa sentenza si afferma il principio che le amministrazioni pubbliche non si lasciano tirare per la giacchetta dai vari interessi».
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