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Castagneti, innovazione contro la crisi

Castagneti, innovazione contro la crisi

Presentati in un convegno i risultati per rilanciare il settore cercando di ridurre i costi

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ARCIDOSSO. Con l’innovazione, la castanicoltura toscana prova ad uscire dalla crisi. Presentate al castello Aldobrandesco di Arcidosso, le conclusioni del progetto Biocaspo co-finanziato dalla Regione, e che ha avuto come obiettivi la riduzione dei costi di potatura attraverso la meccanizzazione e la promozione dell’utilizzo energetico dei residui potati.

Relatori al convegno il sindaco Jacopo Marini, Romina Sani assessore all’agricoltura dell’Unione comuni, Lorenzo Fazzi, presidente castagna Amiata Igp, Antonio Faini e Giovanni Filiani della Regione, Giovanni Alessandri curatore del progetto, Marco Failoni della Cia regionale, con tutti gli altri protagonisti dei due anni di sperimentazione che ha messo insieme castanicoltori, aziende produttrici di tecnologie, Massimo Roggi e Massimiliano Benedetti ed i ricercatori del Cnr Ivalsa e del Gesaaf, Maria CIpollaro, Niccolò Montorselli e Carla Nati. «La castanicoltura toscana di fronte alla sfida con la competitività e l’innovazione del settore, deve cercare di ridurre i costi e di incrementare i redditi, recuperando i castagneti abbandonati e mantenendo i castagneti da frutto produttivi». Così Lorenzo Fazzi che si dice soddisfatto del progetto: «Un progetto ambizioso, a cui ha partecipato il Cnr di Firenze e l’università di Firenze – Gesaaf, oltre ad un centro di ricerca di Prato che si è occupato di realizzare un macchinario prototipo innovativo relativo alla potatura dei castagni da terra e del recupero della biomassa, fattori, questi – prosegue Fazzi – che hanno lo scopo di rendere più produttiva ed economica la coltivazione del castagno e dare la possibilità agli operatori del settore di recuperare castagneti non potati da molti anni riportandoli a livelli competitivi. Questo grazie ad una potatura più accurata, economica e frequente, riducendo così i problemi legati a malattie, quali il cinipide galligeno e il cancro corticale. Il nuovo sistema di potatura da terra, poi-aggiunge- potrebbe portare benefici occupazionali, con aumento del personale impiegabile anche femminile».

Seconda tranche del progetto, le biomasse: «E’ importante mettere insieme i diversi attori in modo da ottimizzare il ciclo di produzione del cippato ottenuto da potature di castagni: positivo per il produttore, ma con l’obiettivo anche di rendere conveniente l’operazione per gli utenti finali».

Nella fase pomeridiana del convegno, gli operatori della filiera hanno approfondito le prospettive di sviluppo delle innovazioni proposte in un focus group, anche in relazione al prossimo avvio del nuovo programma di sviluppo rurale della Regione Toscana.

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