Sicurezza
«No al circo con animali», quattro giorni di protesta
La Lav sarà in piazza della Vasca sabato 14 marzo dalle 14 alle 19,30 e domenica 15 marzo dalle 9 alle 13 per la campagna “Al circo con animali non daremo un euro” con una petizione rivolta al...
La Lav sarà in piazza della Vasca sabato 14 marzo dalle 14 alle 19,30 e domenica 15 marzo dalle 9 alle 13 per la campagna “Al circo con animali non daremo un euro” con una petizione rivolta al Ministro dei Beni e Attività Culturali, a Governo e Parlamento per mettere fine al finanziamento pubblico ai circhi che utilizzano animali.
Ai tavoli Lav con una donazione minima di 11 euro si riceverà anche un uovo di cioccolato fondente equo solidale per sostenere la creazione di un centro di recupero per gli animali esotici.
La Lav sarà di nuovo in piazza della Vasca anche il successivo fine settimana, il 21 e 22 marzo.
«Mentre in base al Rapporto Eurispes 2015 il 68,3% dei cittadini sono contrari ai circhi con animali – dichiara la Lav - negli ultimi 5 anni i circhi e lo spettacolo viaggiante hanno ottenuto quasi 30 milioni di euro di finanziamenti pubblici, erogati tramite il Fondo unico dello spettacolo ad attività svolte sia in Italia che all’estero; e tra i beneficiari di contributi pubblici vi sono circhi con procedimenti penali in corso e condannati in via definitiva per reati legati al maltrattamento e alla detenzione incompatibile di animali. Nei circa 100 circhi italiani - prosegue l’associazione - sono ancora 2.000 gli animali tenuti in cattività: si tratta di stime elaborate dalla Lav, in quanto non esiste un’anagrafe nazionale di accesso pubblico. Alla difficoltà di reperire dati ufficiali, inoltre, si sommano i numerosi cambi di insegna e/o società da parte delle imprese circensi, e la discutibile prassi di affittare o cedere gli animali da un circo ad un altro».
Per quanto riguarda i finanziamenti pubblici, è ancora la Lav a spiegare quanto previsto dal quadro normativo.
«La legge prevede che i circhi non possano essere beneficiari di finanziamenti pubblici, esclusivamente se condannati in via definitiva per maltrattamento di animali o se riconosciuti colpevoli di violazioni di disposizioni normative statali e dell'Unione Europea in materia di protezione degli animali. Istituzioni e cittadini - conclude la Lav - devono sapere che il denaro dei contribuenti è stato destinato a finanziare perfino circhi con animali condannati in via definitiva: uno scandalo italiano che deve cessare, contrario alla coscienza civica dell'utilizzo responsabile del denaro pubblico e in antitesi al più maturo rapporto degli italiani con gli animali».
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