Lutto
Brucia la casa del Popolo, sfiorata la tragedia
Incendio doloso: qualcuno ha appiccato il fuoco rischiando di far saltare tutto in aria. Ogni giorno il locale subisce atti vandalici
BAGNO DI GAVORRANO. «Roba da matti». Con queste parole il segretario del circolo Pd di Gavorrano Giulio Querci chiude il parco della Casa del Popolo. Una decisione che arriva dall’esasperazione, dopo quattro denunce contro ignoti in due anni d’incarico, frutto di atti vandalici che non conoscono fine e che hanno toccato l’apice lunedì sera.
Se n’è accorto lo stesso Querci, che è anche vicesindaco, quando ha visto dare alle fiamme una parete della storica struttura di Bagno: un gesto più sciocco che incivile ma soprattutto davvero pericoloso. «Degli schifosi – spiega il segretario fuori di sé - hanno dato fuoco ad una pannellatura (un muro) causando danni ingenti alla struttura e rischiando di far saltare per aria tutto visto che a mezzo metro dalle fiamme c'erano le friggitrici della festa dell'Unità alle quali ovviamente è collegata la linea del metano». Insomma, si è sfiorata la tragedia.
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Da qui la decisione repentina di chiudere il parco che circonda la Casa del Popolo, mentre restano invariate le attività che si svolgono all’esterno. «Ho sempre dato la disponibilità a tutti di utilizzare quello spazio – spiega Querci su Facebook – ma se succede qualcosa la responsabilità è mia». E di certo, nessuno ha voglia di assumersi la responsabilità di chi accende un fuoco vicino alla linea del metano. Lunedì sarà convocato il direttivo e si deciderà che strada intraprendere: ma intanto il parco fatto di pace e pini resta chiuso.
Il segretario ha anche dei sospetti su chi potrebbe esser stato. Dubbi che gli vengono dall’esperienza. «Ogni giorno viene tolto più di un sacchetto di spazzatura gettato in terra dai figli incivili (età dai 10 ai 20 anni) di alcuni – racconta Querci sul social - Gli stessi causano miglia di euro di danni alla struttura spaccando vetri e vasi cementati, sfondando le porte a calci, urinando ovunque e defecando negli angoli bui come le bestie».
Ancora: «Sempre gli stessi forzano le finestre per entrare nella sala Black White, sbarbano i lampioncini del parco o li prendono a sassate, si arrampicano sul tetto della Casa del Popolo a fare chissà cosa...»
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