Il Tirreno

Grosseto

COMMERCIO E REGOLE

Cento multe ai mercatini: partono i ricorsi

di Francesca Ferri
La bancarella con gli oggetti realizzati da Veronica Savic durante un mercato a Follonica
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La bancarella con gli oggetti realizzati da Veronica Savic durante un mercato a Follonica

Dopo i blitz dei vigili urbani a Grosseto un gruppo di artigiani-artisti si rivolge all'avvocato per fare annullare i verbali da 5.000 euro l'uno. In ballo più di mezzo milione

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GROSSETO. Nessuna intenzione di mollare: si va fino in fondo. I verbali? La multa da 5.000 euro? Deciderà il giudice. Gli artigiani-artisti che a metà dicembre sono stati multati dai vigili urbani, nell’ambito di un mercatino natalizio in piazza Dante a favore di un’associazione benefica, serrano le file, arruolano un avvocato e preparano il ricorso. Che ha tutta l’aria di essere il preludio di un terremoto: secondo un calcolo fatto dagli stessi titolari di bancarelle sarebbero 103 le persone che in tre mercatini del 2014 sarebbero state multate (53 a Grosseto il 7 e 8 giugno, 31 a Marina di Grosseto il 5 e 6 luglio e 19 a Grosseto il 13 e14 dicembre) per lo stesso motivo. Moltiplicato per i 5.010 euro a cui ammonta ciascuna multa, sono 516.030 euro. Insomma: mezzo milione.

La legge prevede che si possano vendere oggetti senza autorizzazione commerciale in due casi: o perché sono opere del proprio ingegno, o perché sono opere di artigianato. In quest’ultimo caso bisogna avere con sé gli attrezzi per costruirle e, tra un cliente e un altro, darsi anche da fare a realizzarne alcune. Insomma: vuoi vendere un centrino di pizzo? Portati uncinetto e filo e mettiti al lavoro. Scolpisci centrotavola in pietra? Tira fuori sassi e scalpellino e datti da fare.

Il 14 dicembre i vigili hanno fatto dei controlli al mercatino e secondo loro parte della merce non era frutto dell’ingegno e nemmeno dell’artigianato. Così è capitato allo scultore Simone Polimeno che la scorsa settimana ha raccontato la sua disavventura al Tirreno. In regola per la vendita di alcune sculture (al momento della visita dei vigili stava scolpendo), non lo sarebbe stato per quattro portafoto fatti di filo metallico intrecciato: sempre opera sua, ma non “espressa”.

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Polimeno non è solo. Quel giorno sono state multate 19 persone e tra queste Veronica Savic, 26 anni, che realizza oggetti e bigiotteria in pasta polimerica. Veronica ha affidato alla sua pagina Facebook il resoconto di quel giorno e ha postato il verbale dei vigili. Anche per lei 5.010 euro di multa.

«Creo oggettistica e bigiotteria e frequento i mercatini, anche fuori provincia da circa un anno in modo saltuario – spiega – e non mi era mai successo. Quando il vigile mi ha detto che ci sarebbe arrivata la multa perché ciò che vendevamo non era opera del nostro ingegno gli ho chiesto quali sono le opere dell’ingegno e quali quelle d’artigianato. Dopo qualche istante di scena muta mi ha detto che mi dovevo informare per bene».

All’arrivo dei vigili Veronica stava assemblando dei pezzi. «La pasta polimerica che uso per realizzare i gioielli va cotta in forno», dice. Procedimento non è troppo agevole da mettere in pratica in un mercatino. «A volte mi sono portata il forno dietro, ma così riesco a realizzare due, massimo tre pezzi al giorno. Per il mercatino in piazza Dante avevo fatto un’infornata la sera prima e poi mi ero portata i pezzi».

Ora Veronica si ritrova con un bollettino precompilato da 5.010 euro da pagare entro sessanta giorni. Ma non ha nessuna intenzione di far passare l’idea che fosse fuori regola. Perciò ha raccontato la vicenda sul suo profilo Facebook e ha chiamato a raccolta chi, come lei, si è ritrovato multato. E l’appello ha avuto successo.

«Mi hanno scritto persone che hanno partecipato a mercatini sia a Marina che a Grosseto e risulta che le multe siano un centinaio», dice Veronica. E domenica 8 marzo ha organizzato a casa sua una riunione con altri otto destinatari di verbali. Un avvocato è già stato incaricato di studiare il caso e preparare il ricorso contro le multe.

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«Spero di vincerlo – dice Veronica – anche perché non saprei proprio come pagarlo. Io 5.000 euro non li guadagno nemmeno in un anno, lordi. Se va male? Non ci voglio nemmeno pensare. L’unico modo per pagare è prendere tutta la mia bigiotteria, caricarla in macchina e portarla ai vigili».

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