Il dolore
Progetto di Camporegio l’sos degli imprenditori
Il progetto regionale per realizzare una cassa di espansione? «Un’antibonifica» Chi è interessato dagli espropri lancia l’appello: «Il sindaco di Orbetello ci ascolti»
ORBETELLO. «La cassa di espansione di Campo Regio, un’antibonifica che noi non vogliamo».
Così gli imprenditori e gran parte della popolazione definiscono l’opera che la Regione Toscana ha intenzione di realizzare nella zona di Campo Regio. Una definizione che contrappone la cassa di colmata a quanto fu realizzato decenni fa in Maremma. Un’opera che - nonostante venga presentata come l’unica possibile per la messa in sicurezza, insieme agli altri interventi programmati, della piana dell’Albegna - creerà disagi alle aziende e alle case di chi vive e lavora lì. Sono molte le attività che, oltre ad avere parte della loro proprietà interessata dagli espropri per la realizzazioni degli argini o altro, vedranno alcuni ettari del loro terreno considerati “superficie allagabile”. «Per noi un gravissimo danno – dicono Paolo Momini, Alessandro Guazzerotti, Ilvo Bertoni e Giuseppe Rustici».
Sono in quattro ma è solo una parte di quel coro unanime che sulla cassa di espansione ha grandissime riserve. «Alcuni ettari delle nostre aziende, oltre agli espropri per i quali avremo l’indennizzo, verranno considerate allagabili – spiegano gli imprenditori - e per questo disagio ci verrà dato un indennizzo pari a un terzo del valore commerciale. Noi però in quegli spazi non ci potremo più coltivare, data la spada di Damocle degli allagamenti soprattutto d’autunno. Nel caso li coltivassimo e perdessimo il raccolto non potremmo avere nessun indennizzo in quanto già avuto ritrovandoci poi con un terreno che non vale nulla». Una situazione non facile dato che si parla di 120 ettari di terra dichiarata allagabile dalla Regione. «A questo punto per noi sarebbe preferibile un esproprio totale che ci permetterebbe di andare a coltivare altrove». Gli imprenditori sono demoralizzati, considerando anche il periodo terribile che vive l’agricoltura in questo frangente e fanno appello alle istituzioni, regionali e locali. Alla Regione gli imprenditori chiedono di prendere in considerazione le osservazioni presentate in sede di Via della cassa di espansione e alle istituzioni locali, al sindaco di Orbetello Monica Paffetti di farsi portavoce delle loro istanze in conferenza dei servizi. «Abbiamo saputo tutto solo quando ci sono arrivate le lettere di esproprio, non siamo stati mai contattati dal Comune che non ha nemmeno presentato le osservazioni ritenendo questa opera giusta così. Ora chiediamo che si faccia portavoce delle nostre richieste e tuteli aziende e famiglie che sono parte integrante di questo territorio. Non siamo cittadini di serie b».
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