Il dolore
Più telecamere, niente assessore ad hoc
Incontro pubblico in Sala Pegaso: il sindaco risponde a domande e timori di un centinaio di cittadini preoccupati
GROSSETO. «Vogliamo vivere sicuri. Ora basta». Hanno lo sguardo di chi non ce la fa più, stretto nell’esasperazione di un’esistenza che fa rima con paura. Il timore di fare due passi per le vie della propria città; l’ansia di allontanarsi dalla propria abitazione per una notte o addirittura di andare a letto e ritrovarsi, il giorno seguente, con la casa ripulita da qualche malvivente che porta via oggetti preziosi, soldi, ricordi.
Hanno la voce che s’infiamma i cittadini che intervengono all’incontro voluto dal comitato Uniti per una Maremma migliore. L’appuntamento va in scena nel pomeriggio di sabato, a palazzo Aldobrandeschi. Niente spazio al bel tempo, né alle scampagnate con la famiglia: si sta in trincea. Tutti lì, ad ascoltare il sindaco Emilio Bonifazi, il vicecomandante della municipale Massimo Soldati e il coordinatore del comitato, Fausto Turbanti. Marcano visita, nonostante l’invito, carabinieri, polizia, questore, prefetto.
«Sento il dovere di scusarmi io per loro», dice un carabiniere in congedo. La gente applaude. «Speriamo che si facciano sentire con i fatti», bisbigliano altri seduti in sala.
Intanto le forze di polizia hanno collaborato, assieme a Uniti per una Maremma migliore, alla nascita di un vademecum della sicurezza. In futuro sarà distribuito tramite canali pubblici, magari durante incontri con gli studenti.
Bonifazi ricorda i numeri nati dal patto per la sicurezza, quella formula stretta tra gli enti pubblici e le Forze dell’ordine. «Nel 2013 abbiamo investito 145.000 euro nella videosorveglianza, 120.000 per la pubblica illuminazione e altri 50.000 per interventi sempre legati alla sicurezza. Altrettanto abbiamo fatto nel 2014 e altrettanto faremo quest’anno».
Soldi messi sul piatto dagli enti, compresa la Regione. Ma la richiesta della gente è forte, perché c’è chi lamenta più di un furto in casa e chi, mentre s’avvicina l’orario di chiusura dei negozi, ha «paura a stare in centro».
Occorrono risposte: «Metteremo 8 nuove telecamere all’ingresso della città, collegate con una banca dati nazionale: potremo monitorare le targhe delle auto rubate». E poi, «miglior uso della municipale, non con nuovi vigili (non ci sono i soldi a meno che non si facciano più multe), ma con un incremento di pattuglie a piedi».
Il sindaco ricorda una delle prerogative del patto della sicurezza, quella di alleggerire il lavoro delle forze dell’ordine andando a coprire, grazie soprattutto alla municipale, quei casi di violazioni minori che ruberebbero tempo e energie alle già risicate risorse in dote alle forze di polizia. Sarà migliorata l’illuminazione pubblica e lo stato di zone degradate come l’ex Garibaldi. «Penso soprattutto alle Mura, ma non solo».
Infine Bonifazi torna sul tema dei volontari civici: «Ci sono dal 2005, nessuno inventa nulla». E sui progetti presentati dal centrodestra risponde picche: no a un assessorato ad hoc per la sicurezza; no a volontari che pattugliano il territorio, «una misura che non mi convince». Perplessità riguardo le coperture finanziarie per possibili sgravi fiscali a chi vuole installare inferriate o mettere allarmi in casa.
Dal pubblico fioccano interventi critici: «Non siamo tutelati», sbotta una donna; «ci vorrebbe l’esercito», rilancia un altro dei presenti. Si fa sentire Massimo Felicioni, della civica Grosseto Oggi: «Non avrei voluto trovarmi qui oggi. Mi dispiace, ma è il segno che avevo ragione», dice, ricordando gli atti presentati nel 2013 sul tema sicurezza.
E Bonifazi? Non si nasconde dietro un dito. “Ammetto le nostre carenze. E voglio migliorare le cose. Vedo gente impaurita da una micro criminalità che limita la libertà di tutti». La promessa: «Faremo altri incontri di questo tipo». Cosa può fare la gente? Il comitato è chiaro: «Segnalate, fatevi sentire dalle forze dell’ordine, state con gli occhi aperti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
