La manifestazione
Lirica in piazza atto secondo: presentato il ricorso
La società Solti va al Consiglio di Stato per il risarcimento Chiesti 150.000 euro per l’esclusione dalla gara
MASSA MARITTIMA. L’impresa romana era stata chiara: «è possibile che non finisca qui». E infatti la diatriba sull’aggiudicazione 2014 della Lirica in Piazza va avanti. Dopo aver ottenuto ragione in primo grado senza però vedersi riconoscere per intero (anzi) il risarcimento dei danni, la società Solti ricorre in Consiglio di Stato, ribadendo la sua richiesta di centocinquantamila euro nei confronti del Comune di Massa Marittima. Una cifra ben distante dagli ottomila concessi dal Tar l’autunno scorso, che ora mette un bel po’ di apprensione all’amministrazione, già alle prese con altre questioni simili. Una su tutte, la grana Molendi, che costerà alle casse pubbliche una somma sostanziosa, compresa tra 750mila euro (quelli proposti dall’ente) e cinque milioni (quelli richiesti dal privato). Ma quella è un’altra storia, fatta di costruzioni e programmi d’urbanizzazione. Questa invece riguarda la cultura, lo spettacolo e va a colpire uno dei fiori all’occhiello del cartellone estivo della Città del Balestro. Per la precisione, riguarda l’aggiudicazione dell’edizione 2014 e la composizione della giuria che è stata chiamata a decidere. La Solti infatti, l’impresa che per molti anni si è occupata dell’organizzazione dell’evento, non ha digerito l’esclusione nella gara indetta nel 2014, da cui è stata esclusa a vantaggio di un altro soggetto. Erano due infatti le imprese in gara per aggiudicarsi l’appalto per l’allestimento di “Lirica in Piazza”: la Soliti e l’Europa Musica. Le buste sono state aperte a marzo e la vincitrice è risultata la seconda. Viene così stipulato il contratto, in cui si prevede la possibilità di rinnovare la collaborazione tra il Comune e l’impresa per il 2015 e il 2016. Il provvedimento però viene subito impugnato per diversi motivi dall’esclusa, tra l’illegittima partecipazione della concorrente alle violazioni di norme procedurali. Tutti respinti, fatta eccezione per «l’illegittima composizione della commissione», che invece è stata accertata dal tribunale con la sentenza dell’ottobre scorso. Il problema è stata la presenza tra i membri di Maurizio Morgantini, già designato per la direzione musicale: un ruolo che non poteva vestirlo di una «posizione di terzietà», ha spiegato il giudice, «poiché era stato incaricato della direzione musicale di alcune delle opere che nella stessa manifestazione sarebbero state rappresentate da uno dei concorrenti, poi risultato vincitore della gara». Poteva, cioè, trarre «un interesse proprio», perché «per comune esperienza il direttore artistico è oggetto di remunerazione da parte del committente». Aggiudicazione annullata, quindi, con una spesa a carico del Comune di 8.475 euro: metà come risarcimento danni, metà come spese processuali. E vista la richiesta di centocinquantamila da parte della Solti, l’amministrazione ha sperato che nonostante la sentenza sfavorevole il danno economico potesse ridursi alle poche migliaia di euro. Diversa la posizione della Solti, che da subito ha definito quel risarcimento «una cifra simbolica». Tant’è che ora torna alla carica, ribadendo che il danno è stato ben maggiore (dato che l’aggiudicazione era triennale) e portando la diatriba davanti al Consiglio di Stato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google