Il Tirreno

Grosseto

Casa del minatore ko, apertura rinviata

di fiora Bonelli
Casa del minatore ko, apertura rinviata

A Castell’Azzara il vento spazza via la copertura della struttura appena sistemata che dovrà ospitare la casa di riposo

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CASTELL’AZZARA. Selvena colpita nel vivo dalla tempesta di vento, scippata del suo cuore sociale e culturale che è la Casa del minatore, deve rimandare l’inaugurazione e l’apertura a data da destinarsi. «L’edificio è stato scoperchiato – spiega sconsolato il sindaco di Castell’Azzara Fosco Fortunati – e solo quando avremo trovato i soldi per il ripristino della copertura e avremo risistemato il tutto, potremo pensare all’inaugurazione della struttura. Ci sarà da aspettare ma non possiamo fare altrimenti».

La Casa del minatore avrebbe dovuto essere inaugurata a breve come residenza sociale assistita di Selvena che da molti anni, ormai, chiedeva una casa di riposo per i propri residenti. Un grosso progetto che ha progettato e messo in cantiere la trasformazione del fabbricato della ex scuola elementare in una Rsa, alla quale, per rammentare l’epopea del passato minerario del territorio castellazzarese, è stato dato il nome simbolico di Casa del minatore.

La struttura, collegata alla casa di riposo Rosselli di Castell’Azzara, ne condividerà alcuni servizi. Dal punto di vista architettonico, nessun intervento strutturale era stato apportato all’edificio, che, comunque, qualche tempo fa aveva avuto interventi significativi per migliorare la sua tenuta in caso di sisma. I lavori, dunque, sono consistiti solo in una creazione di nuovi volumi che ospiteranno camere, sale e servizi. La capacità ricettiva è stata prevista per 16 posti letto, e saranno garantiti alcuni spazi comuni per le attività di aggregazione della piccola comunità di ospiti. Ogni camera sarà dotata di un servizio igienico autonomo, con possibilità di utilizzo anche per i disabili. Ma tutta l’area dell’ex plesso scolastico è stata pensata dall’amministrazione castellazzarese per un utilizzo sociale. Con l’obiettivo, perseguito dall’amministrazione, di mettere a disposizione della comunità, altri servizi utili, nei pressi della Casa del minatore, operazione, questa, resa possibile da un finanziamento del Far Maremma. Nella casa del minatore, infatti, sarà disponibile anche un centro diurno da cui parte l’iniziativa della coltivazione degli orti sociali. Orti coltivati dagli stessi ospiti della casa che produrranno prodotti biologici, i quali che saranno utilizzati sia nella mensa scolastica che della stessa casa per anziani. Ma non basta.

Nella stessa Casa del minatore avranno le loro sedi le associazioni principali di Selvena: la storica banda musicale Puccini, nata nel 1907 e la Pro Loco paesana.

Come se non bastasse il sindaco ha dovuto chiudere, ieri mattina, anche via Carducci: «Venivano giù tegole da una gronda – dice – ho chiamato i vigili del fuoco e solo dopo che avrò la certezza che il pericolo non c’è per nessuno, riaprirò la strada».

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