Sicurezza
Sos ospedale, raccolte tremila firme
Grande adesione alla petizione lanciata dal Laboratorio riformista: «Regione e Asl devono rispettare tutti gli impegni»
OREBETELLO. Tremila firme per cercare di impedire il decadimento del polo ospedaliero di Orbetello. Questo quanto è riuscito a fare, nelle ultime settimane, il Laboratorio riformista, un gruppo (renziano) di persone che si è formato da circa un anno e mezzo per affrontare problemi di carattere nazionale ma soprattutto locale.
Una delle situazioni più critiche che sta a cuore al Laboratorio è senza dubbio il futuro della sanità della zona sud. Un percorso che il gruppo sta affrontando _ come spiega uno dei coordinatori del movimento, Alessandro Fommei _ « non in maniera contrapposta alle istituzioni regionali e locali, bensì in maniera condivisa. Siamo quindi soddisfatti nel sentire il sindaco Monica Paffetti dire, in qualità di presidente della conferenza zonale sindaci Colline dell'Albegna le stesse cose che noi sosteniamo».
Condivisione che _ assicura Fommei – c’è sempre stata, invitando ai due convegni promossi dal Laboratorio sia l'assessore regionale alla sanità, Marroni sia i sindaci locali. Questi ultimi _ dice il Laboratorio _ sono intervenuti personalmente o incaricando dei rappresentati, Marroni, non solo non è venuto o ha mandato altri ma non ha mai dato nessuna risposta in merito».
Deluso da un incontro con i vertici dell’Asl 9 _ spiegano Fommei e l'altro coordinatore, Fabio Miralli _ il movimento ha lanciato questa idea della raccolta firme che è stata accolta con favore dalla cittadinanza. Una decisione presa dopo averla comunicata alle istituzioni locali. Una raccolta fatta non solo a Orbetello ma anche nei comuni limitrofi, Magliano in Toscana, Capalbio e Monte Argentario.
Le richieste del Laboratorio fa (e di conseguenza dei cittadini) sono essenzialmente di concretizzare gli impegni che Regione e Asl hanno assunto col la firma dei patti territoriali: assicurare il mantenimento delle attuali prestazioni nell’ambito della chirurgia nominando il primario che adesso non c'è; far diventare il reparto di ortopedia una vera eccellenza per gli interventi di protesi agli arti inferiori; potenziare l'organico del pronto soccorso; garantire un reparto di pediatria del pronto soccorso h12 senza dover dirottare i piccoli pazienti al Misericordia di Grosseto.
Su questo punto Fommei precisa: «Un bambino non può essere lasciato ad aspettare insieme agli adulti nel pronto soccorso per ore, deve avere un percorso a parte».
Non manca poi un cenno ai letti dell'ospedale di comunità che risulterebbero sempre vuoti come se la gente non sapesse della loro esistenza. «Non vorremmo – dicono Miralli e Fommei – che alla fine ci venisse detto che i posti ci sono ma non vengono occupati». Insomma tante le richieste per avere a Orbetello «non l'ospedale Gemelli di Roma _ conclude Fommei _ ma un ospedale degno di tale nome».
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