Il dolore
Serre distrutte e agricoltori ko
Numerose le aziende colpite, diverse reduci anche dalle alluvioni
ORBETELLO. La tempesta di vento che si è abbattuta giovedì sulle campagne della provincia di Grosseto ha letteralmente messo in ginocchio molte aziende agricole soprattutto quelle legate alle coltivazioni in serra. Agricoltori, in alcuni casi, reduci da due alluvioni che avrebbero fatto volentieri a meno di questo nuovo flagello. Alcune di queste attività si trovano proprio nella piana dell’Albegna, nelle zone del Guinzone, alle porte di Albinia e di Doganella (Orbetello).
E proprio al Guinzone si trova l’azienda di Katia Piro che da giovedì lotta contro il vento per cercare di ripristinare le coperture delle sue serre. «Sono demoralizzata – esordisce – questa ennesima batosta non ci voleva proprio. Siamo disperati». È stanca Katia, sia del duro lavoro che l’ha vista impegnata insieme ai suoi operai in questi giorni sia per l’ennesimo evento calamitoso che l’ha colpita. «L’alluvione di ottobre 2014 ci aveva risparmiati – spiega – ma adesso ci siamo rimessi in pari. Questo per la nostra produzione è ancora peggio dell’alluvione del 2012».
Non vuole essere fraintesa; quel che vuole far capire è che questa è una stagione cruciale per le coltivazioni: ciò che si perde ora non si recupera più.
Quella dell’azienda Piro è una produzione di eccellenza: «Produciamo un melone particolare, un prodotto di nicchia che va nel nord Italia e adesso molto del nostro lavoro è andato distrutto».
L’azienda è nata agli inizi degli anni 2000 che poi si è ingrandita entrando a far parte di un consorzio. Centoquattro in tutto le serre presenti nell’azienda di cui tre danneggiate e una decina irrecuperabili: naylon strappato e circa 1200 piantine di melone già in fiore distrutte, bruciate dal vento. L’attività aveva già avuto un danno riconosciuto di circa 116.000 euro di cui ha avuto, come rimborso, il 10 per cento. Stavolta il danno è di circa 20.000 euro; perso il 10 per cento della produzione.
Stessa sorte per i suoi vicini, Luigi Fioravanti e la figlia, anche loro produttori di meloni. Anche ieri Fioravanti stava cercando di «rattoppare – dice – quel che il vento ha distrutto».
Anche qui tredici o quattordici le serre distrutte, e un’altra amara sorpresa. «Anche nelle serre che non sono state lesionate – dice l’agricoltore – l’aria sta entrando e danneggiando tutte le piantine». Anche qui stesso copione della Piro: danni del vento e dell’alluvione 2012.
Spostandoci di qualche chilometro si arriva a Doganella da Maurizio Bigliazzi (nella foto a sinistra). Qui le alluvioni sono state due e ora il vento ha fatto il resto. Quattro le serre irrecuperabili e altre quattro da sistemare per circa 10.000 euro di danni che potrebbero anche aumentare. Le piantine però già in serra sono compromesse e non daranno frutti. Peperoni, altri ortaggi e meloni che non arriveranno mai sul mercato. Come le fragole che Bigliazzi già coglieva e che ieri invece di portare al mercato ha mangiato in casa perché improponibili sui banchi di vendita.
Ivana Agostini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google