La manifestazione
Serra senza riscaldamento, esplode la protesta a Grancia
BRACCAGNI. Cinque famiglie al buio. Senza luce in casa, con la caldaia spenta e l’acqua fredda. E un’azienda dove i fiori rischiano di morire, sempre per lo stesso motivo. Il vento freddo che ha...
BRACCAGNI. Cinque famiglie al buio. Senza luce in casa, con la caldaia spenta e l’acqua fredda. E un’azienda dove i fiori rischiano di morire, sempre per lo stesso motivo.
Il vento freddo che ha soffiato sulla Maremma giovedì ha infatti buttato giù alcuni fili dell’elettricità a Grancia, poche centinaia di metri da Braccagni. In uno spicchio di Maremma dove ci sono cinque famiglie costrette a lottare contro i disagi che stanno aumentando ora dopo ora.
Erano le quattro di giovedì mattina quando la corrente è saltata. E, oltre alle abitazioni, anche il vivaio di Dimitri Fantini è rimasto al buio. Senza calcolare poi i danni che il vento ha provocato alla struttura: le serre sono state semi distrutte e le piantine di ortaggi, come i fiori, rischiano di morire.
«È un disastro, un vero disastro», dice Dimitri Fantini che da due giorni cerca di riscaldare le serre utilizzando un generatore. «Ho paura che si guasti anche quello - spiega - e che poi i danni diventino davvero irreparabili. Sono due giorni che non facciamo altro che chiamare l’Enel per segnalare il guasto, ma sembra di essere dimenticati da tutti».
A Grancia, come in altri paesi e in altre frazioni della Maremma, le famiglie si trovano costrette a combattere contro black out che stanno durando ormai da decine di ore e che rischiano di mettere in ginocchio anche le attività, come nel caso della serra di Fantini.
«Qui nei dintorni - aggiunge - le riparazioni sono state fatte. Da noi sono caduti i fili e si è guastata la centralina. Ma nonostante le sollecitazioni continue, non siamo riusciti a risolvere il problema».
Francesca Gori
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