Sicurezza
«Dimenticati da tutti La nostra sicurezza messa a repentaglio»
Lo sfogo del sindaco di Castell’Azzara, isolato da giovedì Anche lui con gli operai del Comune a dare una mano
CASTELL’AZZARA. «Sono disperato. La sicurezza dei cittadini è il mio primo pensiero e questa sicurezza non c’è. Non dormo sonni tranquilli e nessuno risponde. A tutto c’è un limite. Io l’ho abbondantemente superato». Lo sfogo, detto a muso duro, ma col groppo alla gola, è del sindaco di Castell’Azzara Fosco Fortunati dopo la tempesta di vento e acqua che ha colpito anche la sua comunità giovedì e che il giorno dopo appare in tutte le sue drammatiche conseguenze. Specie quelle “morali”. Ma anche i danni materiali sono stati ingenti: «Disagi enormi - racconta Fortunati - Castell’Azzara è stata devastata e così Selvena che dalle sei e mezzo di mattina alle sette meno un quarto di sera è rimasta priva di corrente. E anche adesso, nel capoluogo, la linea c’è e non c’è. Capisco le condizioni disagiate generalizzate, ma noi siamo proprio nel dimenticatoio. Una situazione così non la reggiamo. Il nostro comune ha un operaio e con tutti i danni subiti, alberi caduti, tetti scoperchiati, strade ingombrate, non può certo fronteggiare la situazione. Anch’io ho messo le mie braccia a disposizione, ma non basta, siamo a grattare il barile. Quello che fa più male è la sensazione di impotenza per l’enorme disagio che si vede nei concittadini. Il comune non ha un soldo, non ha strumenti, non ottiene risposte. Non si sa chi chiamare quando siamo nei guai seri. E se chiami, nessuno risponde. Siamo nel terzo mondo». Fortunati ripercorre passo passo la drammatica giornata di giovedì e ne ha per tutti, perché nessuno, nel momento del bisogno, gli ha dato una mano: «A raccontarlo - dice - non ci si crede. Non siamo riusciti a parlare con Enel e ho dovuto cercare un amico che ci lavora per far passare il messaggio che a Selvena la gente era al freddo e al gelo. E ci è restata per oltre 12 ore. Protezione civile e provincia giovedì non hanno risposto al mio grido di aiuto e ci siamo visti chiudere la strada 74 da Castell’Azzara al bivio Terni senza essere avvertiti se non a cose fatte. L’Unione dei comuni non ha potuto mandare nessuno. E le autorità chiedono a me di fare un piano di protezione civile per Castell’Azzara? - sottolinea fra il sarcastico e lo stupefatto - e con quali strumenti? Non ne ho. Con quali soldi? Con quale personale? Che senso ha leggere di un’allerta meteo se non hai nulla per fronteggiarla?». Per tutto questo, il sindaco Fortunati chiede a tutti di non essere lasciato nell’isolamento e fa una proposta di coordinamento delle forze: «Per non essere allo sbando - propone - chiedo ufficialmente di sedersi tutti quanti attorno a un tavolo, Comune, Provincia, Unione, Protezione civile, Prefettura, affinchè sia creato un sistema che scatti in frangenti del genere e copra tutti i territori, anche quelli più emarginati come il nostro. Esigo delle risposte, da ora in avanti, da tutti quelli che al momento opportuno risposte non ne hanno date». E intanto, qualche risposta arriva: Enel, per esempio, dice che «si scusa per i disagi, ma ha lavorato ininterrottamente con centinaia di persone» e aggiunge anche che «il numero verde, quando il guasto è già noto, mette in coda per dare la priorità alle segnalazioni provenienti da territori in cui il disservizio non era stato ancora individuato. Abbiamo canali preferenziali per i sindaci e la protezione civile».
Fiora Bonelli
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