Gioco
Polo agroalimentare, si mette in moto il piano da 2,6 milioni
La struttura sorgerà a Rispescia in un’area ex Enaoli e dovrà lavorare su ricerca e innovazione dei prodotti
GROSSETO. Oltre due milioni e 600mila euro di fondi regionali e statali per creare, a Rispescia, il Polo per l'industria e la trasformazione agroalimentare della Toscana. La Provincia di Grosseto fa da capofila del progetto che dovrebbe essere pronto entro il 2018.
«Il presidente della Regione Enrico Rossi – ha ricordato il presidente della Provincia di Grosseto Emilio Bonifazi – in una iniziativa organizzata di recente dalla Cna invitò il territorio a mettere sul tavolo qualche progetto che la Regione avrebbe finanziato. Noi ne abbiamo due, di progetti, uno culturale, quello che riguarda la cultura degli Etruschi, e questo del Polo per l'industria e la trasformazione agroalimentare».
A onor del vero Bonifazi ha anche precisato anche che la Regione, su questi progetti, la sua parte la sta facendo. Il polo agroalimentare, per esempio, sorgerà a Rispescia, in un'area dell'ex Enaoli che l'Ente Terre di Toscana, l'istituzione che ha assorbito l'ex azienda regionale agricola di Alberese, ha concesso alla Provincia di Grosseto. La Provincia è, sì, il soggetto che realizzerà l'investimento di oltre 2,6 milioni di euro provenienti dalle sue casse, ma lo farà con soldi che provengono per oltre un milione e 700mila euro proprio dalla Regione Toscana, dal momento che il progetto è inserito nel piano regionale di sviluppo, e per quasi 840mila euro dal ministero per lo Sviluppo economico, mentre la Provincia investe circa 83mila euro di cui 75mila per la progettazione esecutiva.
L'idea di fondo del progetto è che in un territorio a vocazione prettamente agricola sia necessario accompagnare l'agricoltura con la qualità, la ricerca e l'innovazione sia per i prodotti che per le loro trasformazioni, e per questo è necessaria una struttura anche fisica che faccia da supporto alle piccole e medie imprese che operano nell’industria della trasformazione delle produzioni agroalimentari di qualità.
Il progetto è tutto fatto in casa, da un staff interno della Provincia formato dal direttore generale Emilio Ubaldino, dal dirigente dei lavori pubblici Renzo Ricciardi, dall'architetto Marco Scandroglio che si è occupato di disegnare il contenitore e da Roberto Segni, che ha curato i contenuti. In concreto si tratta di costruire un edificio di 2.500 metri cubi, che riprenderà lo stile degli edifici dell'ex Enaoli, e che conterrà laboratori per le analisi chimiche e biochimiche dei prodotti, spazi per le attrezzature che saranno acquistate su indicazione delle università che parteciperanno al progetto, e anche camere e locali per l'accoglienza dei ricercatori.
Per la gestione, al momento si è costituita un'associazione temporanea di scopo con capofila la Provincia di Grosseto, di cui fanno parte anche le tre università toscane la Scuola Superiore S. Anna di Pisa, il Cnr, le associazioni di categoria dell'agricoltura e anche l'istituto agrario Leopoldo II di Lorena.
Per quando il centro sarà pronto, però, si prevede, e auspica, che ci sia un gestore, privato, che investirà direttamente nelle attività del polo agroalimentare.
Sulla tempistica di realizzazione e poi di avvio effettivo dell’attività è difficile fare previsioni. L'idea fu partorita nel 2011, siamo, solo adesso, a dover realizzare la progettazione esecutiva, prima di passare alla gara di appalto. Dall'assegnazione dei lavori sono previsti 18 mesi per realizzare il centro, se tutto procede secondo i programmi dovrebbe essere pronto fra circa tre anni.
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