Il dolore
Neve sulle Colline Metallifere, difficoltà nei collegamenti
Problemi soprattutto al mattino per i pendolari che dai borghi si dirigono verso Massa Marittima Distrutto il gazebo di un ristorante a Gavorrano, decine gli alberi abbattuti in tutta la zona nord
GAVORRANO. Se sulla cime ci si sbalordiva nel vedere i paesi improvvisamente di nuovo ricoperti di bianco, a valle si contavano gli alberi stesi sulle strade e nei campi. Un’infinità, sparsi un po’ ovunque nelle strade che segnano il paesaggio delle Colline Metallifere. Un altro territorio che certo non è sfuggito alla bufera di vento che ha piegato la Maremma, seguendo però modalità diverse a seconda della zona.
Nei comuni di Montieri e Monterotondo Marittimo questo 5 marzo è sembrato tanto una vigilia di Natale, con la neve a ricoprire tetti e campi accompagnata da un freddo pungente che ha costretto i più a starsene a casa. Man mano che ci avviciniamo alla costa, invece, lo scenario è quello di una campagna post-uragano dove le radici degli alberi, con il tronco ancora attaccato, fanno da contorno alle strade e ai fossi.
Tutto è iniziato all’alba e i primi ad accorgersi del ritorno del maltempo sono stati i pendolari montierini o di Monterotondo usciti di casa per andare al lavoro in altre località. È stato un risveglio difficile per tutti gli abitanti dei borghi che si nascondono sulle cime delle colline. Gli agricoltori si sono ritrovati isolati nei loro poderi, tagliati fuori da montagnole di neve o alberi caduti; la maggior parte dei pendolari che dovevano raggiungere il proprio posto di lavoro a Massa Marittima hanno avvisato che quanto meno avrebbero fatto tardi; chi da Massa Marittima ha dovuto raggiungere Follonica, ha spiegato che nonostante il calendario segni la primavera piccoli fiocchi avevano fatto capolino anche nella città del Balestro, dove comunque la situazione già alle 9 era tornata all’assoluta normalità.
Più difficile la situazione a Montieri, dove la gente si è svegliata al buio. I problemi più grandi li ha trovati chi comunque si è messo in viaggio. Nella provinciale che collega Gerfalco a Montieri, ad esempio, un grosso albero è stato abbattuto dal vento con i rami ancora imbiancati. È servita circa mezz’ora agli uomini della Protezione civile per sgomberare la carreggiata e far riprendere la regolarità del traffico. Gli stessi che poi hanno aiutato i dipendenti dei Comuni a spargere il sale un po’ ovunque, cercando di liberare quelle arterie intasate dall’alba.
Scendendo a valle, il bianco fa spazio al grigio e al marrone. Il grigio: quello del cielo, che ha dispensato burrasca fino all’ora di pranzo, provocando qualche danno, come a Giuncarico, dove il gazebo di un ristorante è stato completamente scoperchiato. E il marrone: quello degli smottamenti di terreno, delle radici e dei tronchi degli alberi venuti giù, un po’ ovunque. Alla Castellaccia, piccolo crocevia di Gavorrano, dove un cipresso ha bloccato per circa un’ora la strada che da Ribolla porta alla vecchia Aurelia. Ma anche pini e altri alberi sono stati sradicati lungo la Provinciale che collega Bagno di Gavorrano (dove è stato annullato il mercato settimanale) a Scarlino fino al Puntone. Qui fortuna vuole che i tronchi siano caduti sui campi e non sulle carreggiate, lasciando comunque libero il passaggio. Certo, qualche arbusto e qualche ramo è comunque finito sulla strada, ma sono stati prontamente rimossi dagli operai comunali.
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