Il Tirreno

Grosseto

DOPO LA TEMPESTA

Milioni di danni e un territorio a pezzi

Francesca Ferri
Serre distrutte dalla tempesta di vento nella campagna di Orbetello
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Serre distrutte dalla tempesta di vento nella campagna di Orbetello

Comuni e privati fanno le prime stime: solo per sistemare il patrimonio pubblico serviranno centinaia di migliaia di euro

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GROSSETO. Il giorno dopo, come sempre, si raccolgono le macerie e si contano i danni, economici e ambientali. E si scopre che la provincia di Grosseto, che ha già dimostrato di essere fragilissima di fronte all’acqua (due alluvioni in due anni hanno lasciato sul campo sette morti e decine di milioni di danni) e impotente contro il fuoco (l’incendio che ha devastato la pineta di Marina di Grosseto ha aperto una ferita che impiegherà decenni a rimarginarsi), è vulnerabile anche al vento.

La conta di quanto costerà riparare ai disastri dell’eccezionale grecale di giovedì 5 marzo ha schiaffeggiato tetti, strappato alberi, affondato barche, è ancora più che approssimativa, ma si parla già di diversi milioni.

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I tributo più caro lo paga la costa: a Porto Santo Stefano, dove il molo che punta dritto a nord est, in bocca al grecale, è stato mangiato dalle onde, il sindaco Arturo Cerulli parla di 4 milioni di euro di danni, tra quelli a beni pubblici (pavimentazione, piante, arredi urbani) e privati. A Castiglione della Pescaia, dove il mare si è mangiato buone fette di spiaggia, per rifare l’arenile serviranno non meno di 700.000 euro e altri 150.000 ci vorranno per riparare gli edifici comunali.

Sempre al capitolo spese per riparare il patrimonio pubblico seguono – si tratta sempre di prime stime – Roccastrada (250.000 euro) e Castell’Azzara (150.000). Semproniano, Manciano, Grosseto stimano danni per 100.000 euro. Capalbio al momento ha sborsato 30.000 euro per la somma urgenza, ma le cifre sono in divenire. Roccalbegna e Magliano hanno subito danni al patrimonio pubblico per circa 20.000 euro, Castel del Piano per 10.000 e gli altri comuni della provincia parlano di danni per alcune migliaia di euro (tolti Follonica e Massa Marittima, usciti indenni). Sorano è stata graziata in due occasioni. «Un albero è caduto sfiorando la caserma dei carabinieri e un altro è venuto giù vicino alla scuola, per fortuna nel lato opposto della struttura», dice il sindaco Carla Benocci. A Civitella Paganico, danni al tetto del cimitero, così come ad Arcille, nel comune di Campagnatico, dove oltre agli alberi sono caduti anche dei cornicioni. Al momento, insomma, una stima approssimativa e prudente dei danni al patrimonio pubblico si aggira sugli oltre 1,7 milioni di euro.

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Il conto sale, però, se si guarda ai danni subiti dai privati. Oltre a Cerulli, si arrischia in una prima stima il sindaco di Magliano, Diego Cinelli, che parla di 4 milioni di euro che i privati dovranno spendere per risistemare tetti, muri, capannoni nel territorio comunale. Il calcolo è in corso.

E nel bollettino delle ferite inferte al territorio si scopre che un comune, quello di Grosseto, all’apparenza uscito non troppo malconcio dalla furia del vento, si ritrova invece con le ossa rotte e un conto a tre zeri. «La stima dei danni in capo all’ente pubblico è ancora approssimativa ma gli uffici parlano di una cifra intorno ai 100.000 euro», spiega il sindaco Emilio Bonifazi. «Per gli interventi cosiddetti in somma urgenza – prosegue Bonifazi – come quelli su grondaie staccate, piccoli cornicioni strappati e cose simili, abbiamo già speso 60.000 euro. Ma poiché non possibile esaminare subito tutti i tetti, prevediamo che ne serviranno altri 40.000 per un totale, appunto, di 100.000 euro».

Ieri i tecnici comunali hanno verificato tutte le scuole e gli edifici pubblici per assicurarsi che non vi fossero situazioni di pericolo. Vengono ancora i brividi a pensare a cosa poteva accadere ieri davanti al Polo Bianciardi, in piazza De Maria, dove la copertura di un terrazzo davanti all’edificio scolastico si è staccata ed è precipitata a terra. Gli studenti erano appena entrati nelle aule.

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Ed è sempre nei pressi di scuole che, rimanendo in città, si registrano altri danni, stavolta in capo alla Provincia. Alla Cittadella dello studente, spiegano dagli uffici di palazzo Aldobrandeschi, sono caduti sedici alberi. Centinaia di piante sono state sradicate in tutto il territorio provinciale: il conteggio è tuttora in corso ma i primi dati parlano di una strage. Una strage non ancora finita.

Molti sono, infatti, gli alberi ancora in piedi ma irrimediabilmente compromessi e che andranno abbattuti. La Forestale provinciale sta lavorando per valutare caso per caso. E tanti sono i pini della pineta di Marina di Grosseto, già messi a dura prova dall’incendio del 2012 e dall’epidemia di cinipide, che hanno avuto il colpo di grazia sotto le raffiche del micidiale grecale di giovedì.

«Alcuni alberi pericolanti si trovano lungo la strada Grossetana – conclude Bonifazi, che guarda alla questione nella doppia veste di sindaco di Grosseto e di presidente della Provincia – È stato predisposto un sopralluogo, insieme anche alle associazioni che in questi mesi hanno seguito da vicino la vicenda, per valutare le piante pericolanti che purtroppo andranno abbattute». Insomma, un conto salato non solo per il portafoglio ma anche per l’ambiente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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