Sicurezza
E' morto Addimandi, presidente del Tribunale
Avrebbe compiuto 73 anni ad aprile, era in magistratura dal 1967. I funerali sabato alle 15
ORBETELLO. E’ morto nella notte all’età di 73 anni Michele Addimandi, presidente del Tribunale di Grosseto. In magistratura dal 1967 e in Maremma da una vita – prima a Orbetello e poi a Grosseto - il dottor Addimandi combatteva da qualche mese con una grave malattia, che negli ultimi tempi gli aveva impedito anche di recarsi al lavoro, in quell’ufficio di piazza Albegna-Fabbrini dove era possibile trovarlo, normalmente, anche il sabato mattina. Ma proprio l’altro giorno era passato in Tribunale per salutare, per scambiare due parole, per informarsi sull’attività dell’ufficio dal quale non poteva distaccarsi, nemmeno pensando di andare in pensione. E’ morto nel sonno, a casa, e la notizia ha raggiunto subito il Tribunale. Il funerale si svolgerà sabato 7 marzo alle ore 15, a Orbetello. La prossima settimana i colleghi e il personale, costernati per la scomparsa, lo ricorderanno con una cerimonia in Tribunale. Alla signora Grazia e ai figli le condoglianze della nostra redazione.
Originario di Carife, in provincia di Avellino, era diventato magistrato di Tribunale nel 1969, di appello nel 1980 e di Cassazione nel 1987. Aveva acquisito le funzioni direttive superiori nel dicembre 1995. Risale al 1974 il suo arrivo in Maremma: il 5 gennaio aveva preso servizio come pretore a Orbetello. Poi aveva lavorato a Grosseto, sempre come pretore. Il 24 marzo 1997 era stato nominato consigliere pretore dirigente. Con l'unificazione di Pretura e Tribunale, nel 2000, era diventato giudice monocratico ma anche svolto le funzioni di presidente o componente di collegio come anche quelle di giudice dell'udienza preliminare.
Nell’ottobre 2009 la commissione incarichi del Csm aveva deliberato all’unanimità di destinare Addimandi alla presidenza del Tribunale di Grosseto, dove era stato il successore di Michele Sfrecola. Ma già in precedenza (1999), prima della nomina di quest’ultimo e nel cosidetto periodo di vacanza, era stato temporaneamente presidente del Tribunale. L’immissione in possesso era avvenuta il 19 aprile 2010, nello stesso giorno del suo 68° compleanno. Il decreto del presidente della Repubblica portava la data del 12 gennaio precedente, la pubblicazione sul bollettino risaliva al 15 aprile: “magistrato ordinario di settima valutazione di professionalità”.
Si era ancora occupato del ruolo penale ma aveva preso anche una “fetta” di quello civile, oltre a occuparsi delle questioni prettamente di competenza del presidente. Sotto la sua presidenza era stato adottato tra l’altro il criterio di ripartizione per materie del contenzioso civile. Sotto la sua presidenza è avvenuta l’inaugurazione della nuova ala del Tribunale. Negli ultimi tre anni aveva affrontato le questioni relative al procedimento Costa Concordia, che ha impegnato – e continua a impegnare – la struttura del Tribunale nel suo complesso. Dall’incidente probatorio alla scelta della “location” (il teatro Moderno) del processo concluso da poche settimane con la condanna di Francesco Schettino. Più volte, nella relazione che accompagna i dati sull’attività giudiziaria svolta, il presidente aveva sottolineato la sofferenza dell’ufficio a causa della mole di lavoro derivante dalla maxi inchiesta e dal maxi processo. Più volte aveva richiamato la necessità di completare l’organico dei magistrati giudicanti, specie per alleggerire il carico del ruolo civile: di questi temi aveva fatto spesso oggetto dei suoi interventi nelle giornate dedicate alla giustizia civile.
Addimandi aveva dovuto fronteggiare l’emergenza come le critiche, come capita comunque a un uomo chiamato per mestiere a scegliere tra bianco e nero, tra colpevole e innocente. Al cronista, che in tutti questi anni ha avuto la possibilità di confrontarsi a più riprese con il magistrato, resta il ricordo di una persona comunque disponibile al dialogo, ad ascoltare le ragioni degli altri. Forse la qualità più importante per un magistrato.
Il consiglio provinciale della Lilt Grosseto-Orbetello, della quale Maria Grazia è presidente, insieme a tutti i volontari si stringono ai figli Laura e Fabrizio e alla compagna Maria Grazia Bocelli per la perdita di Michele.
Il sindaco Monica Paffetti e tutta l’amministrazione comunale di Orbetello si stringono attorno alla famiglia Addimandi. "Ho appreso con dolore e dispiacere della scomparsa di Michele Addimandi, presidente del Tribunale di Grosseto - dichiara Monica Paffetti - ricordo con stima l’uomo, la persona, e il suo operato, in particolare nel periodo in cui ricopriva il ruolo di pretore a Orbetello. Addimandi ha trascorso una parte significativa della sua vita nel nostro territorio svolgendo la professione con serietà e impegno e sempre con il sorriso sulle labbra. Una figura positiva che ricordiamo tutti con affetto e simpatia. Dal sindaco e dall’amministrazione comunale di Orbetello sentite condoglianze alla moglie e ai figli.”
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