Proteste
Chiusura delle Poste, protesta a Punta Ala
PUNTA ALA. Come successo mercoledì a Buriano, anche ieri davanti all’ufficio postale di Punta Ala è andata in scena la protesta dei cittadini, capeggiati dal sindaco Giancarlo Farnetani e la sua...
PUNTA ALA. Come successo mercoledì a Buriano, anche ieri davanti all’ufficio postale di Punta Ala è andata in scena la protesta dei cittadini, capeggiati dal sindaco Giancarlo Farnetani e la sua giunta al completo, sceso sul piede di guerra e intenzionato a intraprendere tutte le azioni possibili, in testa il ricorso al Tar, per scongiurare la ventilata ipotesi di chiusura dell’ufficio nel periodo invernale. Alle 11 in punto, diverse decine di persone sono arrivate al centro commerciale il Gualdo e il sindaco ha spiegato i motivi con i quali l’amministrazione provinciale di Grosseto di Poste italiane ha comunicato le proprie intenzioni, e cioè che dal prossimo novembre e fino all’aprile successivo, l’ufficio postale della frazione rimarrà chiuso. E come successo il giorno prima a Buriano, altro ufficio che però chiuderà definitivamente secondo le intenzioni di Poste italiane, le voci di protesta non sono mancate, dopo le parole del primo cittadino. Il sindaco Farnetani, spiegando le motivazioni di Poste che considerano antieconomico far rimanere l’ufficio aperto, ha ribadito gli atti che ha intenzione di perseguire come Ente: sia a livello politico, con i continui contatti con il presidente Enrico Rossi della Regione Toscana, e il presidente di Anci, l’associazione dei sindaci italiani, e soprattutto confrontandosi e sentendo il parere dei cittadini. Farnetani ha accolto i suggerimenti dei residenti di Punta Ala, che a dire la verità non intendono in questa fase rassegnarsi alla chiusura invernale – «in questo modo si uccide la frazione» - hanno urlato, chiedendo a gran voce che l’ufficio rimanga aperto tutto l’anno. Particolarmente accalorato l’intervento del parroco, don Sandro, che ha ribadito come la decisione annunciata da Poste sia fuori da ogni logica commerciale, miope e senza prospettive. Inoltre, la volontà dei cittadini di Punta Ala è anche quella di organizzarsi e promuovere una raccolta firme, come già successo a Tirli, per denunciare i disservizi cronici, soprattutto nella distribuzione della posta ordinaria che mettono in crisi aziende e residenti, con ritardi nella consegna a dir poco clamorosi. Il sindaco ha anche chiesto in alternativa quali potrebbero essere le condizioni minime di apertura dell’ufficio postale, quelle cioè di “sopravvivenza”: anche in questo caso nessuno vuole mollare, ma in alternativa si potrebbe pensare come minimo ad almeno due giorni di apertura nel periodo invernale.
Enrico Giovannelli
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