Attenzione
Sos furti, i comitati uniscono le forze
Nuovo incontro in tema di sicurezza. Poi il presidente dei “derubati” è scambiato per un ladro e fermato dalla polizia
GROSSETO. Torna dall’incontro con i derubati nel cuore della notte e viene scambiato per un ladro. Per un gioco della sorte il protagonista è Fausto Turbanti (presidente del comitato Uniti per una Maremma migliore) che finito l’appuntamento sulla criminalità da lui stesso organizzato ha preso il furgone aziendale per tornare a casa ma è stato fermato da una pattuglia della polizia, insospettita per i movimenti anomali attorno all’azienda, proprio a quell'ora. «Favorisca i documenti». Lui si è presentato, ha giustificato l’impiego apparentemente furtivo del veicolo riportante il logo dell’azienda («è mio»). E un po’ divertito fa un plauso agli agenti. «Vuol dire che i controlli vengono fatti».
Torniamo all’antefatto: per martedì 3 marzo alle 21 era stato fissato l’incontro tra due comitati di cittadini che lavorano (ognuno per conto proprio) per combattere la criminalità.
Uniti per una Maremma migliore (quasi 1000 iscritti presieduti da Fausto Turbanti i cui genitori e zii sono stati derubati a Casalecci) e il Gruppo di controllo del vicinato di Squadre Basse, Cernaia e Chiocciolaia si erano dati appuntamenti proprio all’azienda Turbanti, sulla strada Scansanese in località San Martino. Tema dell’incontro: come difendersi dai malviventi che da mesi stanno piegando la Maremma. Un po’ ovunque negli ultimi tempi sono nati gruppi, associazioni e comitati tra cui appunto questi due: il primo ben più corposo e il secondo (al confine tra Grosseto e Castiglione) che si sta strutturando or ora come “controllo del vicinato”. L’obiettivo dichiarato e comune tra i due è stato quello di unire le forze e «non disperdere le energie». Un fine che a detta di entrambi pare essere stato raggiunto: le due associazioni si sono raccolte per collaborare reciprocamente e con le forze dell'ordine. Le persone presenti alla serata erano otto e si sono scambiate idee in un clima proficuo. Poi però...
«Poi finita la riunione - racconta Turbanti - io sono uscito, ho salutato tutti e ho preso il mio furgone aziendale per tornare a casa. Erano circa le una quando ho visto che una macchina della polizia era dietro di me. Ha alzato i fari, mi ha sfanalato. Io ho rallentato per farla passare, ma loro hanno acceso i lampeggianti. Mi sono fermato, ho aperto il finestrino e messo fuori la mano. Gli agenti sono venuti verso di me, mi hanno chiesto i documenti. Avevano visto, a quell’ora decisamente anomala, insolita e in effetti poco giustificabile, un furgone aziendale col logo dei caminetti uscire dal mio spiazzo e l’hanno fermato, sospettando quasi certamente che io fossi un ladro. Ho detto chi ero, mi sono presentato e ho anche motivato il tutto: non ero un criminale ma anzi un derubato. E devo dire che sono molto felice di essere stato fermato, perché vuol dire che gli agenti sono in circolazione a fare i loro controlli con efficienza. Di più: mi sono sentito anche al sicuro...»
Il suo gruppo - Uniti per una Maremma migliore - è ora in dirittura d’arrivo con un vademecum contro la criminalità messo a punto proprio con le forze dell’ordine. E la pagina Facebook riceve 30.000 visite alla settimana. Un successo grandissimo, spia dei tanti furti in circolazione e della grande voglia di sicurezza che si respira.
Ma intanto procede a passi spediti anche il Cdv, gruppo di Controllo del vicinato che sarà formalizzato entro pochi giorni. Dalla riunione di martedì sera con Turbanti e gli altri, Giacomo Vecchio (referente della zona di Squadre basse) dice di essere uscito «molto soddisfatto, tanto che il 7 marzo anche noi saremo in sala Pgeaso all’assemblea di Uniti per una Maremma migliore. Siamo invece scontenti di non essere stati ascoltati dal Comune. Abbiamo scritto al sindaco Bonifazi e alle altre autorità per presentarci e chiedere, se possibile, l’installazione di cartelli indicanti il Cdv nella nostra zona (Squadre Basse, cernaia e Chiocciolaia) ma nessuno ci ha risposto. Stiamo ancora aspettando».
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