Sicurezza
Multe da 5.000 euro agli artigiani del mercatino solidale
Simone Polimeno e altri realizzano e vendono le loro opere Ma per i vigili urbani non sono “frutto dell’ingegno” e arrivano sedici verbali
GROSSETO. Quattro portafoto intrecciati in fil di ferro che “valgono” una multa da 5.000 euro. La storia di Simone Polimeno, scultore grossetano di 30 anni, sta tutta in queste cifre.
Simone Polimeno ha partecipato come espositore al mercatino di Natale organizzato il 13 e 14 dicembre in piazza Dante in favore di un ente benefico. Simone scolpisce la pietra con scalpelli e mazzuoli: ha imparato a farlo in Brasile dove ha vissuto per tre anni. Da lì è tornato con la moglie e sta cercando di mettere a frutto questo suo talento a Grosseto, la città dove è nato e dove le sue sculture già riscuotono un certo consenso e gradimento, soprattutto tra i coetanei. Per lui il mercatino può essere anche un’occasione di farsi conoscere e infatti durante la due giorni fa anche delle dimostrazioni dal vivo del suo lavoro. Sul suo banchetto, spiega, ci sono pochi oggetti esposti per un valore massimo che non supera i 300 euro.
«Stavo scolpendo un pezzo di arenaria – ricorda Simone – quando è passato un agente della Municipale a fare dei controlli e a scattare delle foto. Lì per lì mi ha perfino rassicurato dicendo che le mie erano evidentemente opere del mio ingegno e che non ci sarebbero stati problemi».
Ma Simone dal sopralluogo non esce affatto indenne e lo scopre due mesi dopo. Il 23 febbraio gli arriva infatti a casa una multa da 5.010 euro: 5.000 euro di sanzione a cui vanno aggiunti 10 euro di spese di accertamento e notifica. La stessa cosa è successa a una quindicina di altri espositori.
«Mi contestano la presenza sul banchetto di quattro portafoto fatti con filo di metallo intrecciato con una tecnica ben nota agli artisti di strada – spiega Polimeno – ma anche quegli oggetti rientrano nelle opere del mio ingegno, così come i disegni che incorniciavano. Non sono prodotti seriali né tantomeno oggetti che ho acquistato altrove per poi rivenderli. Il risultato paradossale è che per quattro portafoto messi in vendita a 5 euro l’uno e che sono opere del mio ingegno mi ritrovo a dover pagare una multa da 5.000 euro. E non ci dimentichiamo che il mercatino aveva finalità benefiche».
Il racconto del giovane è confermato dal verbale della Municipale. Sul banchetto dello scultore hobbista, si legge nel verbale, «erano esposte alcune sculture raffiguranti volti e forme particolari che unitamente ai disegni possono essere configurate come opere dell’ingegno del Polimeno».
Ma per chi ha contestato la multa i quattro portafoto in vendita «nulla hanno a che fare con le opere dell’ingegno e del collezionismo». E qui sta l’infrazione: se non si tratta di opere dell’ingegno siamo in presenza di vendita su area pubblica senza la necessaria autorizzazione commerciale.
Dal verbale risulta contestata a Polimeno anche l’assenza dell’attrezzatura idonea a produrre la merce artigianale esposta. «Non capisco come sia possibile – dice il giovane – mi hanno visto tutti mentre ero lì che scolpivo con i miei strumenti».
Simone Polimeno è deciso ad andare fino in fondo in questa storia e non ne fa solo una questione economica. «A parte che non saprei davvero dove trovarli tutti questi soldi – dice Simone – per me è proprio un fatto di principio, per questo mi sono affidato a un avvocato e ho creato un gruppo Facebook per sollecitare un po’ di dibattito e attenzione su questa vicenda. Un verbale del genere significa tagliare le gambe a una persona giovane che ci prova a farcela solo con il suo ingegno e il suo estro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
