Gioco
E con il vento arriva anche la neve: Colline Metallifere imbiancate, sul Monte Amiata chiusi gli impianti
Asfalto gelato, piccoli smottamenti e problemi al traffico in zona di Gerfalco, rami caduti sulle piste in montagna
GROSSETO. Mentre a valle il vento sradicava alberi e steccati, sulle cime scendeva la neve. Ma non quella candida in stile natalizio: una vera bufera, che con la sua potenza ha creato non pochi disagi, dal monte Amiata alle Colline Metallifere, nei territori di Montieri e Monterotondo Marittimo.
Asfalto gelato, piccoli smottamenti e problemi per il traffico. Soprattutto nella zona di Gerfalco, frazione montierina, dove il vento ha fatto cadere un albero sulla strada provinciale che porta verso la costa. Il tratto è rimasto bloccato per circa mezz'ora, poi l’intervento repentino della Protezione civile ha rimosso la pianta e sgomberato la carreggiata.
Rami e arbusti infatti hanno ricoperto un po’ ovunque le strade che si snodano tra le Colline Metallifere, ma senza causare grossi guai: i dipendenti dei Comuni infatti li hanno rimossi alla svelta.
I problemi maggiori si sono registrati nei paesi collinari di Gavorrano. A Giuncarico, per esempio, il gazebo di un ristorante è stato interamente scoperchiato, mentre un cipresso sull’unica strada che porta al cimitero, isolando quella zona. A pochi chilometri di distanza, alla Castellaccia, un altro albero caduto ha bloccato la provinciale che da Ribolla porta alla vecchia Aurelia. Se li contiamo tutti, possiamo parlare di una vera strage di alberi.
Sulla strada che porta da Bagno di Gavorrano a Scarlino fino al Puntone, ne contiamo almeno quattro. Fortuna vuole che siano crollati dalla parte dei campi senza ferire nessuno né portando disagi alla circolazione. Sullo stesso tratto, poi, non c’è un cassonetto dell’immondizia in piedi: sono tutti sdraiati ben distanti dalla loro posizione originale, trascinati dal vento che dalla mattina non ha dato tregua fino a mezzogiorno.
Anche la stazione sciistica del Monte Amiata si arrende (ma solo per un giorno) al vento. Si è atteso per decidere fino alle 8,30 di giovedì 5 marzo. Ma poi la resa ufficiale: chiusa per il giorno giovedì 5 marzo, la stazione invernale del Monte Amiata.
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La tempesta di vento che si è abbattuta sulla montagna fin dalla notte del 4 marzo, ha costretto le società a dire stop agli impianti, dato che “per la giornata odierna _ spiega la società _ non vi sono le condizioni per l'apertura in sicurezza degli impianti di risalita a causa del forte vento”.
Fin dalle 6 del 5 marzo le condizioni erano apparse quasi irrisolvibili: oltre il vento quasi a regime di burrasca che aveva iniziato a tormentare il comprensorio da metà nottata, vi erano problemi di percorribilità delle strade invase da ramaglie e da tronchi e da alberi abbattuti, oltre la neve che è stata, comunque, prontamente tolta dalla carreggiata dai mezzi della provincia, ma che il vento continuava ad accumulare in punti nevralgici della strada.
Anche nelle piste da sci sono caduti rami di alberi e le discese non saranno sicure finché non verranno pulite. La neve caduta, poi, dai 15 ai 30 cm a cominciare da quota rifugi, ha aumentato il manto di copertura delle piste che adesso tocca quasi due metri in vetta e sessanta-settanta centimetri alle Macinaie, ma sono molti i cumuli che gli operatori dovranno trattare per tirare di nuovo a lucido le piste.
Anche nei poggi di Monte Labro è tornata la neve con una tempesta di vento che ha sradicato alberi e mandato in tilt una cabina della corrente elettrica al Monte Aquilaia, con sospensione di energia elettrica in tutta l’area servita da quel traliccio. Le strade, anche quelle che arrivano dai paesi alla montagna, sebbene liberate dalla neve, sono pericolose per i rami e i tronchi che il vento battente abbatte costantemente nella strada.
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