Il Tirreno

Grosseto

Candidature Pd, Stellini si tira fuori «Resto in Comune»

di Gabriele Baldanzi

La segretaria Pinzuti assicura il supporto a Enrico Rossi «Prepariamo una lista rappresentativa e competitiva»

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GROSSETO. L’assessore comunale di Grosseto Giovanna Stellini si tira indietro rispetto alla corsa per il consiglio regionale in quota Partito democratico.

«E’ vero, ormai da diverse settimane circolano voci rispetto a una mia possibile candidatura nella lista Pd del collegio grossetano alle elezioni regionali – spiega l’assessore Stellini – ecco perché intendo togliere ogni dubbio su questa indiscrezione e chiarire dentro e fuori al partito. Non ho mai inteso entrare in questa tornata elettorale e so già che avrò ottimi candidati da sostenere. Non li cito solo perché le candidature devono ancora essere formalizzate. Fare l'amministratore al Comune di Grosseto, in questo momento di grandi cambiamenti e scarse disponibilità economiche, è tanto complesso quanto entusiasmante. È una sfida che ho accettato e che vivo come un servizio, mettendoci impegno e determinazione. Ringrazio quindi chi ha pensato a me – dice ancora Giovanna Stellini – ma per nessun motivo, per mia scelta, lascerei il ruolo attualmente ricoperto al Comune di Grosseto. Da tempo sto lavorando, su incarico del sindaco, in vista dell’Expo e negli ultimi giorni ho assunto un compito ulteriore riguardo alle mura medicee. Questo voglio continuare a fare».

Anche il segretario provinciale Barbara Pinzuti commenta la situazione delle candidature in casa Pd. «Il partito democratico sta lavorando in questi giorni alla definizione di una proposta politica e programmatica che permetta un buon risultato alla lista e il massimo supporto alla ricandidatura del presidente Enrico Rossi. In questo senso si è espressa l'ultima direzione provinciale. All'unanimità infatti si è convenuto sul fatto che la lista debba portare il massimo contributo al risultato regionale, e perciò sarà competitiva in ogni sua parte, rappresentativa dei territori, mettendo in pista candidati competenti, radicati, capaci di portare la voce della Maremma a Firenze, come è stato finora da parte di chi in Regione ci ha rappresentato. Tanto più – dice Pinzuti – in una Regione che, dopo la riforma delle Province, ha assunto importantissime funzioni. Questo è l'unico faro che ci guida, non le divisioni correntizie né le collocazioni personali». Ma la Pinzuti ha dato una mano o no al civatiano Modica nella fallita raccolta di firme per svolgere le primarie? «Non è così. Io ho sottoscritto da subito la candidatura di Enrico Rossi, che stimo come amministratore e di cui condivido il profilo politico. E’ vero, invece, che a metà gennaio, rispetto alla prospettiva di eventuali primarie e all’impegno di Modica, credendo in un Pd pluralista, non ho avuto problemi nel concedere gli spazi della federazione allo stesso Modica e a chi raccoglieva le firme per lui. Tutto qui. Non si può speculare anche su questo».

Infine, Pinzuti chiarisce sul suo eventuale doppio ruolo: «Qualora la mia candidatura al consiglio regionale venisse formalizzata non devo dimettermi da segretario, perché non esiste incompatibilità». E in effetti ha ragione. L'incompatibilità esiste solo al contrario. Ossia un consigliere regionale non può essere eletto segretario territoriale. Questione di opportunità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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