Sicurezza
Utenti morosi, l’Asl arruola avvocati
Si forma un elenco di professionisti per azioni legali di recupero crediti. In ballo un milione di euro e migliaia di debitori
GROSSETO. L’Asl 9 di Grosseto cerca avvocati ai quali affidare il compito di recuperare i propri crediti verso privati insolventi, che hanno usufruito di prestazioni dell’azienda sanitaria senza poi saldare il conto.
In ballo c’è una cifra non da poco: qualcosa più di un milione di euro (ma si tratta di una stima ancora non definitiva), soldi che in questi tempi di bilanci lacrime e sangue hanno valore doppio; e soprattutto ci sono diverse migliaia di grossetani _ persone fisiche o aziende _ che devono aspettarsi a breve il redde rationem, che potrà arrivare sotto forma di cartella Equitalia o, molto peggio, di citazione in giudizio.
Il giro di vite nei confronti dei creditori è messo nero su bianco nella delibera 63 dell’11 febbraio scorso. Il titolo non lascia spazio alla fantasia: “Avviso pubblico per la formazione di un elenco di avvocati del libero foro interessati all’affidamento di incarichi per il recupero giudiziale di crediti dell’Azienda Usl 9”. E nell’allegato (quattro pagine) disponibile all’albo pretorio on line dell’azienda si dettano requisiti, obblighi, diritti e compensi degli aspiranti “esattori per conto del sistema sanitario”.
L’esigenza di dare una sterzata sul fronte delle riscossioni non è nuova. Nel 2011 l’Asl affrontò il problema di recuperare i soldi da chi non versa la quota parte sulle prestazioni sanitarie (il ticket), non ritira gli esami effettuati, non disdice le prenotazioni, eccetera. Un elenco di cifre a volte minime (su tutte i 10 euro della digitalizzazione del referto al pronto soccorso) che però moltiplicate per migliaia diventano tesoretti. Su questo fronte è stata già da tempo attivata una convenzione con Equitalia.
Poi però ci sono anche vari altri tipi di prestazioni che l’Asl eroga a privati. Per esempio le visite intramoenia, ma soprattutto le verifiche che il personale, in particolare del Dipartimento prevenzione, compie per le certificazioni su impianti e strutture in aziende grandi e piccole. Qui l’Asl fattura, ma spesso la fattura resta inevasa. Così, crescendo (complice la crisi) il numero dei morosi, nell’agosto 2014 l’azienda ha istituito un ufficio ad hoc: la Funzione recupero crediti, due addetti alla determinazione, all’iscrizione e al sollecito di pagamento dei crediti stessi. Un’opera minuziosa e faticosa, ma non sempre baciata dal successo, ovverosia dalla riscossione. A quel punto dalla diffida si deve passare al recupero giudiziale, cioè all’azione legale; e qui serve l’avvocato. E siccome l’unico avvocato dell’Asl 9 è già oberato su mille altri fronti, ecco l’avviso pubblico per incarichi fiduciari esterni.
Con i professionisti che manifesteranno il loro interesse l’azienda costruirà un elenco (non una graduatoria) al quale attingere alla bisogna. La scelta spetterà di volta in volta direttamente al direttore generale, «nel rispetto del principio di rotazione». Insomma, gli incarichi saranno distribuiti equamente. E il compenso (eccezion fatta per il rimborso spese) sarà a carico del debitore.
È evidente come, ancor prima che una “caccia al debitore”, tutto questo sforzo rappresenti innanzitutto un investimento nella razionalizzazione. Si cerca cioè di costruire un sistema che – tra cartelle Equitalia, solleciti diretti, diffide e nei casi più difficili azioni giudiziarie – permetta all’Azienda sanitaria di tenere in futuro sempre sotto controllo la situazione dei propri crediti e di agire rapidamente per il loro recupero, prima che questi cadano nella fossa senza ritorno del “credito inesigibile”.
Quando il barile si svuota, del resto, la prima cosa da fare è tappare i buchi.
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