Proteste
«Troppi esterni in Solmar e Nuova Solmine»
Le critiche del sindacato Ugl sull’uso del personale nelle fabbriche chimiche del Casone
SCARLINO. Condizione stagnante e recessione. Concetti complessi e drammaticamente di attualità che interessano anche le aziende Solmar e Nuova Solmine come confermato dagli organismi aziendali alle organizzazioni sindacali nel tradizionale incontro annuale tenutosi presso l’Assoindustriali di Grosseto.
«I dirigenti delle due imprese hanno illustrato lo scenario economico del settore chimico – spiega Carlo Banti, segretario provinciale dell’Ugl Chimici che ha partecipato all’incontro assieme al segretario regionale Moreno Bellettini – la condizione attuale è influenzata dalla riduzione di domanda interna ed esterna con generali carichi occupazionali ed una difficoltà della clientela nei pagamenti tanto che non viene escluso, in caso di difficoltà da parte del maggior committente locale Tioxide, il ricorso a forme di sostegno al reddito per colmare il carico degli ordinativi». Spagna, Tunisia, Portogallo, Cuba, Cile e Brasile sono attualmente i maggiori clienti nel mercato estero dell’acido ma nonostante un buon andamento delle esportazioni sono calati i margini di vendita.
L’incontro all’Assoindustriali ha toccato anche altri argomenti come gli investimenti, l’organico aziendale e le problematiche ambientali. «Ricerca, sviluppo, ambiente e sicurezza saranno i settori in cui verranno realizzati gli investimenti – continua Banti – l’Ugl ha inoltre richiesto chiarimenti in merito alle problematiche ambientali ultimamente emerse sulle emissioni in atmosfera, lo smaltimento delle ceneri di pirite e il piano di sicurezza aziendale. Il valore limite delle emissioni è mutato negli anni con le autorizzazioni ministeriali che hanno abbassato notevolmente la quantità massima delle stesse; a marzo del 2014, in 9 giorni, la società ha ottemperato alle diffide ed alle prescrizioni riducendo i propri livelli produttivi e nel giugno 2014, con un investimento di 2,5 milioni di euro, ha adeguato l’impianto alla normativa».
La questione delle ceneri di pirite, vede adesso la sospensione dell’attività di vendita in attesa di chiarimenti «e il fatto che una ulteriore commissione tecnica ministeriale – continua Banti – abbia riaperto la procedura in esame per valutare la prosecuzione dell'attività di vendita, fa pensare. Sulla qualità delle relazioni aziendali riteniamo siano state non molto soddisfacenti sia per i ritardi inerenti la riorganizzazione del lavoro che per la presenza notevole di personale non diretto che in questi periodi di crisi limitano opportunità di lavoro giovanile, un atteggiamento latitante al consolidamento dell'attività negoziale tra le parti a fronte anche delle responsabilità in tal senso di chi dovrebbe evitare simili inadempienze».
Michele Nannini
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