Il Tirreno

Grosseto

Morti sospette, analisi sulla salma

di Francesca Gori
Morti sospette, analisi sulla salma

Esumato il corpo di una delle pazienti al centro dell’inchiesta che vede indagati due medici

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ORBETELLO. Ieri mattina al cimitero di Porto Ercole è stata esumata la salma di una delle due anziane morte dopo il ricovero nel reparto di Rianimazione dell’ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello. E subito dopo sono cominciate le prime analisi sul corpo della donna, morta ormai da diverse settimane e finita al centro dell’inchiesta per omicidio volontario a carico di due medici del reparto.

La Procura ha incaricato un’equipe medico legale guidata dal professor Vittorio Fineschi dell’Università La Sapienza di Roma. E anche i due medici indagati hanno nominato i propri consulenti che parteciperanno a tutte le analisi disposte dalla Procura.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore Maria Navarro, è cominciata dopo che un medico dello stesso reparto ha denunciato ai carabinieri i due colleghi. E i militari del Nucleo investigativo di Grosseto insieme ai colleghi dei Nas di Livorno, hanno sequestrato in ospedale cartelle cliniche e campioni di materiale biologico. Perché sulla morte di due anziani si appuntano i sospetti di un medico di quello stesso reparto: un collega _ dice il medico nel suo esposto – avrebbe praticato un’iniezione, senza attenersi alle procedure regolamentari, direttamente nel deflussore della flebo di una paziente e la paziente dopo pochi minuti sarebbe morta.

La segnalazione ai carabinieri sarebbe il frutto di un clima pesante che si respira nel reparto. Tant’è che proprio a partire da questo episodio i riflettori si sono accesi anche su un secondo caso simile. Ma le salma a disposizione della magistratura è soltanto una: il corpo dell’altra anziana sulla quale si erano appuntati i sospetti del medico che ha presentato l’esposto alla Procura, infatti, è stato cremato e le ceneri sono quindi inutilizzabili.

La Procura si sta muovendo con grande cautela, vista la delicatezza della vicenda e i suoi contorni tutt’altro che precisi. Da una parte, infatti, si scava nei rapporti tra medici e infermieri che lavorano nel reparto; dall’altra si verifica se i farmaci somministrati fossero conformi per dose e tipologia ai rigidissimi protocolli di quel reparto.

I militari del nucleo investigativo, che conducono l’indagine insieme ai colleghi del nucleo antisofisticazione di Livorno, hanno ascoltato chi lavora in Rianimazione. L’episodio sul quale ci si concentra in particolare riguarda appunto la morte di un’anziana alla quale il medico avrebbe somministrato un farmaco senza chiedere che a farlo fosse l’infermiere: si sarebbe avvicinato al letto della donna e avrebbe fatto quell’iniezione, senza dire nulla a nessuno e chiedendo alla figlia della paziente di uscire dalla camera. L’anziana, che era in fin di vita, sarebbe morta dopo pochi minuti.

Insomma, qualcuno teme che ci si possa trovare di fronte a un altro “Dottor Morte”. Ma i rapporti tesi all’interno del reparto inducono alla massima prudenza, perché nulla può escludere che un sospetto così tremendo possa essere indotto dai modi bruschi attribuiti in particolare a uno dei due indagati, entrambi difesi dall’avvocato Carlo Valle.

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