Sicurezza
“Pollo d’oro” addio, ora arriva il kebab
Chiude e passa di mano uno dei locali storici dentro alle Mura con la famiglia Brutti alla guida
GROSSETO. Più di un’insegna, più di un nome, più di una semplice pizzeria. Chiude il Pollo d’Oro, locale della Grosseto d’un tempo.
La serie A fibrilla a suon delle reti di Alberto Bigon e Roberto Bettega. Diego Maradona è all’inizio di una strabiliante carriera. E altro che seconda Repubblica, gli attori della politica sono Enrico Berlinguer, Amintore Fanfani, Ugo La Malfa. La crisi? Quella energetica, fine anni Settanta. E lui? Lui, Giuliano Brutti, c’è già. È lì, nel locale che dà su corso Carducci. Sforna pizze e offre gustosi polli allo spiedo. Tutto per poche lire.
Sotto quell’insegna nascono amori, fortune, rivalità, amicizie. Si consumano storie, passioni. Il Pollo d'Oro è tante cose assieme: punto di ritrovo, luogo di svago, segno del tempo. Quel tempo che sì, passa. Ma, a volte, non trasforma. Non cambia le persone e neppure la genuinità dei luoghi. Posti destinati magari a chiudere, ma pure a restare ben saldi nella mente e nei ricordi di chi li ha amati. Brutti per 37 anni è rimasto sempre lo stesso, veloce e sorridente. Innamorato del suo lavoro e perplesso nel guardare - con gli occhi di chi l’ha vissuta davvero - una città cresciuta in fretta.
«Era il 1978 – dice, con una punta di giustificato orgoglio – quando abbiamo aperto. Poi, pian piano, siamo divenuti sempre più conosciuti». Un locale a conduzione familiare. «Lo abbiamo mandato avanti io, mia moglie e i miei figli – dice ancora – Ora però, i ragazzi hanno deciso d’intraprendere un’altra strada. Grosseto? È cambiata. Il sistema moderno dei grandi supermercati ha svuotato il centro. La soddisfazione? Abbiamo cercato sempre di tenere il locale "pulito", ben lontano da brutti giri. E ci siamo riusciti».
Da quelle parti molti gruppi hanno preso dimora fissa, ma tutti sempre e solo formati da gente tranquilla. «Come quegli straordinari ragazzi di via Redi».
Ora lì, dentro Mura, arriverà una coppia di giovani pronti ad accogliere una sfida che fa rima con futuro. «Abbiamo ceduto a ragazzi di Porto Santo Stefano originari della Turchia». Sì, cambiano i tempi. Eccome.
Una delle primissime pizzerie al taglio della città diviene presidio di un’altra squisitezza. Non più polli allo spiedo: arriva il kebab.
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