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Grosseto

i dati

Più turisti in Maremma, ma crollo di presenze nel settore termale

Sara Landi
Il presidente della Provincia Emilio Bonifazi e il dirigente Fabio Fabbri
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Il presidente della Provincia Emilio Bonifazi e il dirigente Fabio Fabbri

Malgrado alluvioni e piogge estive il sistema mostra i primi segnali di crescita: i dati peggiori riguardano la montagna e Saturnia che paga lo scotto del maltempo

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GROSSETO. I segnali positivi ci sono ma i dati sul turismo in Maremma nel 2014 sono soprattutto la fotografia realistica di un anno segnato dalle piogge estive, nel cuore della stagione, e da nuove alluvioni che hanno flagellato in particolare un settore di punta come il termalismo.

È a luci e ombre l’analisi dei flussi turistici in Maremma durante il 2014. Gli arrivi sono in crescita rispetto al 2013 del 3,48 % e anche per le presenze si può parlare di sostanziale tenuta (la flessione è appena dello 0,50%) ma il settore termale chiude il proprio annus horribilis con -7,17% per gli arrivi e -14,48% per le presenze.
«Malgrado gli sforzi e i lavori fatti a tempo di record per riaprire il prima possibile – commenta il presidente della Provincia Emilio Bonifazi – il turismo termale non poteva non risentire di quanto successo alle terme di Saturnia. Il fattore ambientale e meteorologico ha condizionato tutta la stagione anche in altre zone e tante sono state le disdette legate alle piogge». Anzi, si può davvero affermare che il turismo in Maremma (che rappresenta, va ricordato, oltre il 10 per cento del Pil locale) ha retto malgrado il meteo avverso e le calamità naturali. In particolare fa ben sperare il fatto che il 2014 coi suoi 1.073.294 arrivi è stato il miglior anno dell’ultimo quinquennio.

In pratica si sta tornando ai livelli del 2009, quelli antecedenti alla crisi. Crisi che però continua a farsi sentire per quanto riguarda la durata dei soggiorni medi, cosa che giustifica che il saldo delle presenze si chiuda con un segno meno, anche se la flessione è appena dello 0,50%. Altro dato da evidenziare è la miglior performance del turismo interno rispetto all’arrivo di stranieri: i turisti italiani sono in aumento (+ 4,64% di arrivi e + 0,65% di presenze) e compensano anche se solo in parte il minor afflusso di turisti stranieri (-0,16% negli arrivi e - 3,19% nelle presenze).

A commentare i dati ufficiali del 2014 è il presidente della Provincia Emilio Bonifazi che li ha illustrati ieri alla stampa insieme al dirigente del settore, Fabio Fabbri, e che punta il dito sugli aspetti politico-istituzionali della promozione turistica e delle competenze in materia. «Le Apt sono state chiuse perché non funzionavano – ricorda Bonifazi – Le competenze sono state poi trasferite a un ente regionale che ha dimostrato tutti i suoi limiti di azione. Ora con il riordino delle funzioni delle Province la promozione turistica dovrebbe passare ai singoli Comuni ma è chiaro che i Comuni non hanno le risorse e la forza per presentarsi da soli ai mercati. Una buona strada è quella della specializzazione dell’offerta e dell’elaborazione di strategie comuni come sta succedendo per il progetto “Maremma costa della vela” che inizia a dare risultati incoraggianti».

La promozione turistica secondo Bonifazi non può comunque prescindere da un potenziamento dei servizi offerti al turista. «È chiaro – dice Bonifazi – che non si può parlare di allungamento della stagione turistica e poi avere strutture alberghiere che non possono destagionalizzare semplicemente perché non hanno il riscaldamento». La presentazione dei dati è stata anche l’occasione per riflettere su alcune tendenze nelle principali tipologie di turismo. Per quanto riguarda quello balneare, che continua a essere trainante in Maremma malgrado un luglio e agosto insolitamente piovosi, il saldo finale è positivo (arrivi in aumento del 4,52% e presenze che registrano un +0,60%) grazie a un buon giugno e a un’altrettanto positiva performance a settembre. In crescita gli arrivi negli agriturismo (+6,37%) ma si riducono anche qui le presenze (-6,11%) per il fenomeno dei soggiorni più brevi o legati a ponti e weekend. Effetto meteo anche per la montagna dove il calo delle presenze è addirittura del 10,75%. Buon segnale dal turismo legato all’arte e alla cultura, attrattivi soprattutto per gli stranieri. Qui hanno il segno più sia gli arrivi (+5,46%) sia le presenze (+1,38%). I dati ufficiali non censiscono le presenze in appartamenti e seconde case.

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